Operazioni di facciata e sussidiarie inesistente, così il Ceo ha incredibilmente ingannato per 5 anni il fisco Usa

Apple

Apple ha evaso le tasse per oltre 400 miliardi di dollari in cinque anni ed oggi il ceo Tim Cook è atteso da una audizione al Congresso di Washington che si annuncia incandescente.

Sono proprio gli investigatori di Capitol Hill ad accusare il gigante di Cupertino, California, ad aver evaso il fisco per almeno 74 miliardi di dollari l’anno fra il 2009 ed il 2012 grazie ad operazioni di facciata come aver creato all’estero delle sussidiare praticamente inesistenti – in termini di dipendenti ed attività – solo al fine di aggiungere spese fittizie per versare meno tasse.

“Ad Apple non è bastato muovere i suoi profitti verso paradisi fiscali dove si pagano meno tasse – accusa Carl Levin, il senatore democratico del Michigan che guida la sottocommissione permanente sulle indagini – ma è andata oltre, creando delle entità off-shore per accumulare decine di miliardi di dollari affermando al tempo stesso che fiscalmente non risiedevano in nessun posto”. In questa maniera Apple è riuscita ad occultare al fisco Usa gran parte delle entrate ottenute all’estero, che sommano il 61 per cento del totale. Ciò significa che, se le accuse dovessero essere provate, Apple si troverebbe a pagare una multa da capogiro al fisco Usa, facendo impallidire i 6 miliardi di imposte versate nel corso del 2012. Nel mirino del Congresso c’è, in particolare, “Apple Operations International” ovvero l’organizzazione-ombrello che racchiude tutti i punti vendita all’estero ed è registrata in Irlanda, generando un equivoco assai sospetto. Poiché per la legge Usa le imprese devono pagare le tasse nel luogo di residenza e per quelle irlandese nel luogo da dove vengono gestite e controllata, alla fine nessuna imposta veniva versata.

Il risultato è che “Apple Operation International”, con entrate dichiarate per 30 miliardi di dollari fra il 2009 ed il 2012, non ha presentato dichiarazioni dei redditi in alcun luogo. Quando oggi Cook prenderà posto davanti ai senatori della commissione di Levin dovrà riuscire a giustificare un comportamento che spinge John McCain, repubblicano dell’Arizona, ad affermare: “Finora Apple si è ventata di essere il più grande contribuente al fisco dell’intera nazione, ora sappiamo che è anche il maggiore evasore”.

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