Applausi per il film diretto dall’attrice in gara a un Certain Regard e Camera d’Or: migliore opera prima

Valeria Golino

Applausi scroscianti al termine della proiezione ufficiale del film di Valeria Golino “Miele”, in concorso a un Certain Regard e alla Camera d’Or per la migliore opera prima. A ricevere gli applausi con la regista debuttante Valeria Golino gli attori Yasmine Trinca, Carlo Cecchi, Vinicio Marchioni, Libero De Rienzo e i produttori Viola Prestieri e Riccardo Scamarcio.

Nel film Jasmine Trinca è Irene, una trentenne che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l’agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. In una parola suicidio assistito. Un giorno a richiedere il suo servizio è un settantenne (Cecchi) in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L’incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato.

“L’ultimo imperatore” di Bertolucci in 3D – A Cannes è anche la giornata di Bernardo Bertolucci di cui si proietta (a Cannes Classics) la versione in 3D de “L’ultimo imperatore”. Su questa lavorazione, del tutto non pensata dal regista all’epoca delle riprese, c’è molta curiosità mista a diffidenza. Ma è un amico ritrovato anche Roberto Minervini che ha dovuto andare in America per realizzare un film scelto per le proiezioni speciali fuori concorso della selezione ufficiale.

Cannes 66 i film in concorso il 18 maggio – “Jimmy P.” di Arnaud Desplechin con Benicio Del Toro e Mathieu Amalric è ambientato alla fine della seconda guerra mondiale quando un nativo americano della tribù dei Piedi Neri (Jimmy P.) viene ricoverato in un ospedale del Kansas per gravi turbe psico-fisiche. In assenza di una diagnosi precisa, il suo medico curante fa appello a un etnologo e psicanalista francese, esperto di culture amerindie. E’ un incontro deflagrante. Poi c’è anche “Like Father Like Son” di Kore-Eda Hirokazu con Masaharu Fukuyama e Machico Ono. Architetto affermato e padre modello, Ryoata vorrebbe concentrarsi totalmente sulla sua riuscita professionale, finché dal reparto maternità dell’ospedale dove sei anni prima sua moglie ha dato alla luce un bimbo giunge la notizia che al momento del parto c’è stato un malaugurato scambio di nascituri. Il figlio biologico di Ryoata è stato cresciuto in una più modesta famiglia e ora è per il padre un perfetto sconosciuto.

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