Il segretario Pd, Epifani, avverte Berlusconi: “smetta di mettere mine a ripetizione con la questione giudiziaria”

Silvio Berlusconi

Basta con le trappole. Basta con gli agguati. Il nuovo leader del Partito democratico Guglielmo Epifani dice basta ai metodi poco ortodossi del Cavaliere. «Bisogna lasciare lavorare governo e Berlusconi la deve smettere di mettere mine e fare attentati pensando di mettere il governo in fibrillazione con la questione giudiziaria», ha avvertito il neo segretario nel corso di un comizio ad Avellino. Ma Epifani se l’è presa anche con ex alleati e vecchie conoscenze, da Nichi Vendola alla Fiom.

Paradossalmente le parole più gentili sono state quelle rivolte a Beppe Grillo che aveva invitato gli iscritti del Partito democratico a stracciare la tessera. «Ogni cittadino è libero di scegliere ciò che vuole», ha detto Epifani, «ma io non mi permetterei mai di dire a un grillino di strappare la tessera. Io rispetto quella appartenenza e chiedo a tutti rispetto per il Pd. Non funziona così la democrazia».

Dure le parole del segretario Pd sull’ex alleato Sinistra ecologia e libertà: «Non mi piace la sinistra che di fronte alle difficoltà scappa sempre», ha affondato. «Per questo non si deve tornare a due sinistre: una che si fa carico delle responsabilità l’altra che non le vuole. Sel si era presentata con noi al voto, ma alla prima difficoltà ha sciolto il matrimonio: si vede che non era un’unione molto solida».

Poco prima era ritornato sulle polemiche in merito alla manifestazione Fiom. «Non siamo mica una caserma! Alle manifestazioni si va, in piazza ci si sta, io ho passato una vita in piazza. Ma il problema è che quando hai responsabilità di governo il punto non è tanto stare nelle piazze, quanto risolvere i problemi che le piazze ti pongono, perché l’ estetica delle piazze, cioé stare lì e non risolvere mai i problemi, non funziona. La gente ti chiede soluzioni».

«Ieri», ha detto Epifani, «mi è pesato non stare in piazza, vengo da quella storia, sono cinquant’anni che sto in piazza e lo ero anche ieri con Ignazio Marino». «Non mi piaceva» ha aggiunto, «che durante il governo Prodi c’erano ministri che andavano in piazza e sfilavano contro il governo. Pretendo serietà e diamo serietà».

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