Ruby in Aula come testimone al processo a Berlusconi: “arrivai ad Arcore e rimasi sorpresa. Lui mi aspettava all’ingresso. Volevo lavorare nello spettacolo e la moda”

Ruby

Rimase “sorpresa”, Ruby, la prima sera che venne portata ad Arcore. E’ il giorno di Ruby in Aula, la prima volta da testimone. La marocchina viene ascoltata infatti nel processo Ruby bis, quello che per induzione alla prostituzione che vede coinvolti Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora.

”Sono arrivata davanti alla villa ad Arcore e quando ero fuori dalla macchina mi è stato detto che era la villa del presidente del Consiglio, ero sorpresa, non mi sembrava vero, e lui si è presentato all’ingresso e io mi sono presentata con il nome di Ruby”. La ragazza ha detto inoltre che quella sera aveva ricevuto una telefonata da Lele Mora e pensava di dover andare per una serata alla discoteca Hollywood.

“Conoscevo dalla Sicilia l’agenzia di Lele Mora, che era molto famosa, e volevo incontrare il proprietario perché la mia speranza era quella di lavorare nel mondo dello spettacolo e della moda”, ha detto Ruby. “Mi hanno chiesto delle foto e ho dato quelle del mio profilo Facebook – ha aggiunto – e i documenti, che ho detto di avere dimenticato. Come nome ho dato quello di Ruby, preso da una telenovela, e come congnome Eiek, che è quello di una cantante. Come etá – ha concluso – ho detto di avere 19 o 20 anni”.

”Nessuno sapeva fosse minorenne, nemmeno io. Lei ha dichiarato che aveva 24 anni ed è esibito agli atti”, ha detto l’ex agente dei vip Lele Mora che ha negato sia stato lui ad avvertire l’ex premier della minor età di Ruby, a differenza di quel che invece ha sostenuto Ilda Boccassini nella sua requisitoria nel dibattimento a carico del Cavaliere.

Secondo la Boccassini Fede, che aveva conosciuto Ruby durante un concorso di bellezza, non poteva non sapere l’età della ragazza.

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