Paradosso sondaggi su Silvio Berlusconi: ecco perché oggi il meno creduto in Italia sarebbe di nuovo premier

Silvio Berlusconi

Il paradosso di Silvio Berlusconi: solo l’8% degli italiani lo ritiene innocente, ma quasi il 30% gli darebbe il proprio voto. Sono i numeri apparentemente contrastanti che vengono fuori dall’ultimo sondaggio Ipsos per Ballarò. Alla domanda “chi voterebbe oggi”, il campione intervistato ha risposto così (tra parentesi la variazione percentuale rispetto alla settimana precedente:

PDL 29,2% (-0,8%)
PD 26,5% (=)
M5S 23% (-0,5%)
Scelta Civica 5,8% (-0,8%)
SEL 4,3% (+0,5%)
Lega Nord 3,5% (+0,3%),
Fratelli d’Italia 1,8% (+0,7%)
Rifondazione Comunista 1,8 (+0,7%)
UDC 1,6% (+0,5%)

Alla domanda se leader Berlusconi, Beppe Grillo, Enrico Letta o Matteo Renzi cambierebbero il Paese in meglio o in peggio, oppure non inciderebbero, queste sono state le risposte:

Silvio Berlusconi: 21% cambierà il Paese in meglio – 53% cambierà il Paese in peggio – 20% non inciderà
Beppe Grillo: 21% meglio – 37% peggio – 34% non inciderà
Enrico Letta: 47% meglio – 8% peggio – 32% non inciderà
Matteo Renzi: 61% meglio – 7% peggio – 22% non inciderà

Un’altra domanda, specifica, è stata fatta da Ipsos al suo campione sul Pdl: “Non ha una politica propria e dipende da Berlusconi” o “Si sta mostrando l’unico partito con le idee chiare?”

Il 65% ha risposto che il Pdl “dipende da Berlusconi”
Il 29% invece pensa che il Pdl sia “l’unico partito con le idee chiare”

Infine la domanda sui processi che vedono come imputato Berlusconi:

Per il 50%, “i magistrati fanno solo il loro dovere per arrivare alla verità”
Il 39% pensa che “i magistrati sono un po’ fissati con Berlusconi, anche se lui probabilmente ha commesso dei reati”. Solo l’8% è convinto che “i magistrati stanno perseguitando una persona innocente”.

Ricapitolando: neanche un intervistato su 10 pensa che Berlusconi sia innocente, 2 su 3 ritengono che il Pdl dipenda da Berlusconi, solo il 21% pensa che dall’azione politica del Cavaliere possano arrivare cambiamenti positivi per l’Italia. Eppure il Pdl, dopo il miracolo delle politiche in cui un partito dato per morto è resuscitato sopra quota 20%, è il primo partito nei sondaggi e se si votasse oggi vincerebbe le elezioni, forse anche col “Porcellum”.

Paolo Natale su Europa la spiega così:

“Come possiamo spiegarci una situazione di questo tipo? Gli italiani, tanto sgamati da fornire ovvie risposte ai quesiti su Berlusconi, non riescono a fare altro che pensare di rivoltarlo? C’è del vero probabilmente in questa affermazione, che parrebbe invece a prima vista senza alcun senso. Perché la proposta politica del Pdl non si svolge nel vuoto, ma si confronta costantemente con le altre, contemporaneamente presenti sul mercato. Ecco dunque svelato l’arcano. Nessuna delle altre offerte, comparate con quella di Berlusconi, oggi sembra riuscire a starne al passo. Avevo etichettato una componente dell’elettorato del M5S con l’appellativo dei “meno peggio”: coloro che, in mancanza d’altro, quasi disperati, sceglievano il movimento di Grillo come ultima chance per non dover disertare le urne, per starsene a casa maledicendo tutta la politica e tutti i politici.

Per il Pdl attuale, e per Berlusconi, pare accadere la stessa cosa. Di fronte a un Pd sbrindellato, in costante ricerca di un’anima e di una identità, di fronte ad un M5S che discute in riunioni interminabili sulla diaria, di fronte ad un sostanziale vuoto proveniente dalle altre forze politiche (Scelta civica vicina all’implosione, Ingroia in ritirata, la Lega in disarmo, la sinistra radicale che riprende la consueta diaspora in mille partitini) si staglia come un monolite la figura di Berlusconi, impermeabile a tutte le stagioni. E gli elettori, in mancanza d’altro, stanno ancora vicini a lui”.

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