Google ha lanciato i servizi di gaming Google Play, disponibili su Android, iOS e altre piattaforme mobile

Google Play

Confermando i rumor che si erano diffusi nei giorni scorsi, Google ha lanciato la nuova piattaforma Google Play. Ne ha introdotto le caratteristiche principali nella giornata di ieri, in occasione della conferenza per gli sviluppatori I/O di San Francisco.

I servizi di gioco Google Play sono un ecosistema che gli sviluppatori possono utilizzare per gestire in maniera automatizzata e centralizzata achievement, leaderboard, matchmaking multiplayer e altro ancora. Il servizio è disponibile anche su iOS, pur apparendo in forma completa solo su Android. Alcune funzionalità, come la capacità di rilevare se un giocatore sta utilizzando una versione non autorizzata di un gioco rimangono esclusive, infatti, di Android.

Ha stupito molto la compatibilità del servizio anche con iOS. “Vogliamo che tutto il mondo giochi insieme”, ha detto Todd Kerpelman, developer advocate di Google. “Tutti i componenti della nostra squadra sono giocatori. Con questo non voglio dire che ultimamente non abbiamo fatto altro che giocare, anche perché siamo stati piuttosto impegnati, ma che ci siamo resi conto che i giochi sono molto importanti”.

Con il nuovo supporto, Google non vuole solamente che i giocatori, ad esempio, possano continuare le partite su PC dopo averle iniziate su un iPad, ma anche che si affrontino gli uni contro gli altri a prescindere dal dispositivo posseduto.

“Ci sono molte persone che giocano su Android, ma allo stesso modo ce ne sono altrettante che giocano su altri dispositivi”, ha aggiunto il lead engineer di Android Steve Martin. “Il nostro obiettivo è quello di consentire a tutti di giocare con chi si vuole e non solo con le persone che possiedono un certo tipo di dispositivo”.

Questa tecnologia è supportata da un tipo speciale di API che è accessibile da qualsiasi piattaforma. Martin ha detto che Google non vuole trascurare nessun tipo di sistema, quindi non solo smartphone e tablet, ma anche PC e Mac.

“I videogiochi sono in grado di far evolvere una piattaforma”, ha ripreso Kerpelman. “Possono guidare il processo di adozione di una piattaforma. Soddisfano le esigenze delle persone in un modo che un foglio di calcolo non può fare”.

Google definisce i nuovi servizi di gioco come una parte cruciale nella costruzione di una piattaforma gaming per la prossima generazione di giochi. Già adesso alcuni titoli supportano la nuova piattaforma, tra cui World of Goo, Super Stickman Golf 2, Beach Buggy Blitz, Kingdom Rush, Eternity Warriors 2 e Osmos.

La componente multiplayer offre degli strumenti che consentono di trovare con immediatezza altri giocatori disposti alle sfide competitive o cooperative, ma non manca la possibilità di condividere l’esperienza di gioco su Google+.

Un ruolo molto importante per Google Play riguarda poi la lotta contro la pirateria. “Il team di Google dedicato ai videogiochi condivide con gli sviluppatori le preoccupazioni circa la pirateria nei giochi Android”, ha detto ancora Martin. “Non tutti i giochi dovrebbero essere free to play. Ci piacerebbe, piuttosto, che ogni sviluppatore potesse avere una scelta reale in materia”.

Google Play è in grado di verificare se un gioco è stato scaricato dal marketplace reale o meno. A quel punto avvisa lo sviluppatore, lasciando la libertà a ogni studio di stabilire come procedere.

“Siamo in grado di far visualizzare un errore al gioco, qualora si scelga questa strada”, dice Martin. “Si può decidere liberamente cosa deve fare il gioco e, nel caso di software pirata, se deve accedere ai servizi Google Play o meno. Ad esempio, è possibile non consentire al gioco pirata di utilizzare le funzionalità multiplayer”.

Sappiamo che gli sviluppatori di videogiochi scelgono sovente la piattaforma iOS proprio per l’elevato livello di pirateria che c’è su Android, e questo ha rilegato in una posizione secondaria la piattaforma di Google in fatto di gaming.

Google, sempre restando nel discorso relativo al supporto agli sviluppatori, ha svelato tre nuove API durante il keyonte I/O. Fused Location Provider è relativa alla geolocalizzazione, con un consumo minore di energia. Geofencing rileva quando gli utenti entrano o escono da un’area specifica. Activity Recognition, infine, sfrutta l’accelerometro per rilevare se un utente si sposta a piedi, in auto o in bicicletta.

© Riproduzione Riservata

Commenti