Alla giunta della Camera richiesta di autorizzazione per l’utilizzo conversazioni di Verdini, Cosentino e Dell’Utri

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Il Pdl rispolvera il ddl Alfano per rilanciare la sua battaglia sulle intercettazioni. Il capogruppo in commissione Giustizia Enrico Costa ha depositato la scorsa settimana una proposta di legge che riprende per intero il testo dell’ex ministro della Giustizia e attuale vice premier, che prevede una stretta sulle intercettazioni telefoniche.

In Parlamento rischia di riaprirsi dunque il fronte caldo delle intercettazioni. Il Pdl ha presentato anche altri due progetti di legge: uno a Montecitorio, a firma Maurizio Bianconi, e uno al Senato di Domenico Scilipoti. Costa ha chiesto oggi una corsia preferenziale per i provvedimenti che erano già stati approvati da un ramo del Parlamento nella precedente legislatura. E il tema delle intercettazioni rientrerebbe in questa categoria. «Non c’è nessuna indicazione in questo senso da parte del partito – osserva però l’ex sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, ora senatore Pdl – e poi il testo che era stato approvato in un ramo del Parlamento può essere considerato superato da altri accordi raggiunti in seguito in materia».

La richiesta di autorizzazione. E’ arrivata intanto alla Camera una richiesta di autorizzazione per l’utilizzo di intercettazioni telefoniche che riguardano gli esponenti Pdl Denis Verdini, Nicola Cosentino e Marcello Dell’Utri. Il provvedimento, a quanto si apprende da fonti parlamentari, rientra nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3 ed è stato proposto dal gip del Tribunale di Roma, Elvira Tamburelli, a Montecitorio. Da qui l’assegnazione alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, che ha iniziato a discutere della vicenda nella riunione dell’ufficio di presidenza di oggi.

Costa esclude che ci sia un «legame politico» con la richiesta per l’autorizzazione all’ascolto di conversazioni telefoniche di Verdini, Cosentino e Dell’Utri arrivata oggi alla Giunta per le autorizzazioni della Camera: «La mia proposta non ha nulla a che fare con questa richiesta arrivata in Giunta. La proposta riprende pari pari il testo presentato nella scorsa legislatura dal governo Berlusconi ed è stata depositata la settimana scorsa». «Ho semplicemente riproposto – spiega Costa – i testi delle più significative proposte legge presentate dal Pdl nella scorsa legislatura. Tra queste c’è il testo Alfano sulle intercettazioni e il provvedimento sulla messa alla prova e la detenzione domiciliare».

Ma a far pensare che il fronte intercettazioni possa riaprirsi da un momento all’altro, c’è «l’aggancio» con il testo dei saggi nominati da Napolitano. Nella relazione dei cosiddetti facilitatori, infatti, si parla della necessità di ridurre l’uso delle intercettazioni che devono essere uno strumento di «ricerca della prova» e non del «reato». Ma insomma almeno al Senato, si chiede al presidente della commissione Giustizia Francesco Nitto Palma (Pdl), c’è il rischio che se ne possa parlare? «Se i capigruppo mi chiedono di calendarizzare il testo Scilipoti (che ancora non risulta assegnato) o qualsiasi altro provvedimento in materia, io lo metto all’ordine del giorno». «Del resto – prosegue Nitto Palma – lo stesso Napolitano ha parlato più volte della necessità di riformare il sistema delle intercettazioni. Dunque, perchè non farlo?».

«Il tema delle intercettazioni non è certamente una priorità nell’ambito delle importanti riforme che attendono i cittadini per l’efficienza della giustizia». Lo afferma Anna Rossomando, deputata democratica della commissione Giustizia della Camera. «Gli orientamenti del Pd -aggiunge- sono noti: riteniamo che si tratti di uno strumento investigativo fondamentale con la doverosa tutela della riservatezza delle persone. La riproposizione da parte del Pdl del testo già proposto nella passata legislatura rischia di far fare un grave passo indietro al confronto politico».

«In una situazione politica così delicata – spiega il presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Donatella Ferranti – non credo sia un tema che possa rientrare tra le priorità per venire inserito in tempi rapidi all’ordine del giorno».

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