Al FaberMeeting 2013 incontro tra i creativi e le aziende partner dell’iniziativa. Comunicati i nomi dei migliori progetti della terza edizione del concorso nazionale

Faber

C’è chi ha sviluppato un’applicazione per “adottare” i toret (le celebri fontanelle di Torino) e chi ha varato un progetto di data journalism dedicato al calciatore Leo Messi, chi ha diretto il video di un cantautore islandese e chi ha raccontato una storia per bambini ambientata in sartoria.

E’ l’eterogeneità il filo conduttore che lega i 32 vincitori della terza edizione di Faber – Quando la creatività incontra l’impresa, concorso nazionale organizzato da Torino Nord Ovest.

Tra i 161 progetti ricevuti, la giuria ne ha scelti otto per ciascuna delle quattro categorie in concorso: live action, animazione, web/app e visual/graphic design. Giovani i partecipanti (il bando era riservato ai creativi tra 18 e 35 anni), equamente divisi tra maschi e femmine, provenienti dall’intero territorio italiano, con una partecipazione prevedibilmente più nutrita dal Piemonte (a cui erano riservati metà dei 32 premi in palio) e, un po’ meno prevedibilmente, dal Sud Italia.

Due i trend emersi dal concorso. “Innanzitutto un sensibile aumento della qualità dei progetti”, spiega Carlo Boccazzi Varotto, ideatore e coordinatore di Faber, “a conferma di come il settore della creatività digitale riguardi ormai l’intera popolazione e sia decisamente maturato – come formazione e come tecnologie – rispetto a tre o quattro anni fa. Inoltre, una particolare vivacità della categoria dedicata ai software e alle applicazioni. Non solo in questa sezione abbiamo ricevuto più progetti che in passato, ma è cambiato anche l’approccio dei partecipanti: molti ragazzi sono più affascinati dall’idea di creare una propria start up, piuttosto che lavorare come freelance presso società preesistenti”.

Una tendenza che segue lo spirito dei tempi – con i ragazzi stretti a metà tra lo spettro della disoccupazione/recessione e le sirene dell’arricchimento istantaneo nel mondo dell’high tech – e che pone inedite questioni a un concorso nato originariamente non tanto per spingere alla creazione di nuove aziende, quanto per mettere in contatto i giovani creativi con quelle già esistenti. Come avverrà nelle prossime settimane: prima attraverso gli appuntamenti di Studi Aperti (tre giornate – il 16, 23 e 30 maggio – in cui altrettante agenzie di comunicazione apriranno i loro uffici ai vincitori del concorso), quindi con il FaberMeeting del 13/14 giugno al Virtual Reality & Multimedia Park di Torino.

“Il 13 giugno sarà dedicato all’incontro tra i vincitori di Faber e le aziende partner”, spiega Tatiana Mazali della segreteria organizzativa del concorso. “Le imprese si presenteranno ai ragazzi, e viceversa. Quindi ci saranno tre workshop dedicati a diversi aspetti della creatività e curati – tra gli altri – da artisti come il regista Maurizio Nichetti e l’architetto e illustratore Matteo Pericoli”. Il giorno successivo si ragionerà invece su aspetti più imprenditoriali, con seminari sulle nuove forme di finanziamento dei progetti artistici (in collaborazione con Italian Crowdfunding Network), sul lavoro autonomo (con la Camera di Commercio di Torino) e su imprese e start up (con Paolo Jovine e i rappresentanti dell’incubatore I3P del Politecnico di Torino). Chiusura al Cinema Massimo, con la consegna di premi speciali.

“Il FaberMeeting sarà l’occasione per affrontare temi decisamente attuali dell’ecosistema creativo e digitale – come quelli che riguardano le start up o il crowdfunding – cercando di fornire consigli utili ai giovani vincitori del concorso, ma invitandoli anche a diffidare dalla retorica che spesso circonda questi argomenti”, dice Boccazzi Varotto. “Oggi l’auto-imprenditorialità è diventato un fattore molto importante del settore digitale, ma noi rimaniamo convinti che sia altrettanto fondamentale continuare a lavorare per gettare un ponte tra i giovani creativi e tutte quelle aziende della piccola e media imprenditoria che già esistono ma non sono ancora entrate del tutto in contatto con le nuove tecnologie”.

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