Al processo contro Berlusconi il pm Boccassini accusa: “Ruby si prostituiva. Ex premier le dava i soldi per vivere. Minetti era consigliere regionale e al contempo aveva ruolo di responsabile per la gestione Olgettine”

Kharima El Mahroug

E’ iniziata, nell’aula del tribunale di Milano, la requisitoria del pm Ilda Boccassini per il processo Ruby a carico del leader del Pdl, Silvio Berlusconi. In uno dei passaggi il procuratore aggiunto ha affermato che “non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse”. Il presidente del Popolo della libertà è imputato per concussione e prostituzione minorile.

Ruby, così come le altre ragazze che avrebbero preso parte ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, era alla ricerca del “sogno negativo italiano” secondo le parole della Boccassini. La giovane “avvicinò Berlusconi per ottenere denaro facile e possibilità di lavoro nel mondo dello spettacolo, così come le altre”.

La ragazza, sempre secondo il procuratore aggiunto, “aveva da Berlusconi direttamente quello che le serviva per vivere in cambio delle serate ad Arcore”, dove c’era “un sistema prostitutivo”.

Il pm ha poi dedicato un ampio passaggio del suo intervento al ruolo di Nicole Minetti nella vicenda, spiegando che l’esponente Pdl “aveva un doppio lavoro”: quello di consigliere regionale e quello di gestire le case delle Olgettine. La Minetti, secondo il procuratore aggiunto, come Emilio Fede e come Lele Mora sapeva che Ruby era minorenne quando, quella notte del 27 maggio 2010, andò a prenderla in Questura a Milano.

Sapeva, sempre secondo la Boccassini, che Ruby aveva frequentato Arcore, dove si era fermata più volte, come sapeva quello che succedeva alle cene. E che era minorenne lo sapevano anche diverse persone che frequentavano la ragazza, come Caterina Pasquino e Michelle Conceicao, che sapevano perfettamente anche “che Ruby si prostituiva”. Sempre secondo la requisitoria, Ruby ha dormito diverse notti ad Arcore tra il febbraio e il marzo 2010 ed era diventata “la preferita, la più gettonata delle ragazze” in quel contesto di “prostituzione ad Arcore” che, secondo l’accusa, “è stato dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Ed ancora: “Possiamo credere che una persona che ha dedicato la sua vita e il suo credo a Berlusconi come Emilio Fede non gli abbia detto che Ruby era minorenne?”. Con questa domanda retorica, in un passaggio della requisitoria, il pm ha chiarito che l’ex premier era a conoscenza della minore età di Ruby.

Il procuratore aggiunto ha poi ricostruito la vita della giovane dal suo arrivo in Italia dicendo che, una volta giunta a Milano, Ruby avrebbe cominciato a prostituirsi per avere a disposizione con facilità denaro contante.

Nel giorno della requisitoria del processo Ruby, fuori da Palazzo di Giustizia si è formato un piccolo presidio a favore del pm Boccassini. Una donna tiene in mano un cartello con la scritta “Boccassini avanti tutta, l’Italia onesta è con te”, mentre un uomo regge un cartellone in cui si legge “Berlusconi hai disonorato dignità e valori della nostra Italia, dimettiti”. Altri tengono in mano la Costituzione e un’altra ancora ha un cartello dove si legge “Berlusconi resti in politica per continuare a delinquere”. Davanti al palazzo, inoltre, staziona anche una prostituta che si un cartello ha scritto: “Sono una prostituta, voglio pagare le tasse e avere una pensione”.

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