Imita Giovanni Paolo II ma la Polizia gli toglie l’abito: la storia di Juliet, un’artista di strada “in scena” a Roma

Julliet

Il papa non potrà più fare il papa. Nessuna rinuncia stavolta. Il finto Wojtyla avrebbe continuato la sua recita se la polizia non gli avesse sequestrato l’abito bianco e lo zuccotto e non l’avesse sanzionato. Senza talare e con una multa da pagare impossibile distribuire ancora benedizioni fasulle ai turisti. Il breve pontificato di via dei Fori Imperiali finisce qui, e male. Juliet, 55 anni, artista di strada della Repubblica Slovacca, dovrà vendere altrove la sua straordinaria somiglianza con Giovanni Paolo II ed esibire davanti agli obiettivi quel sorriso delicato che tanto lo ricorda. Con una sola preghiera per i fedeli: lasciate qualche moneta.

Fingersi Wojtyla con il Vaticano così vicino. Juliet ha osato un po’ troppo per gli gli agenti del commisariato Trevi, diretti da Lorenzo Suraci, che hanno fermato l’esibizione. Passi per i cardinali in fotocopia che si aggiravano dalle parti di Fontana di Trevi sfruttando l’effetto conclave. Un gioco. Ma su Karol no, scherzare non si può. Ed ecco allora la sanzione per «usurpazione di titolo o di onori». L’artista ha indossato «abusivamente un abito ecclesiale», e fin qui. Il grave è che il sosia con la sua messinscena avrebbe potuto «nuocere alla figura di Wojtyla». Il terzo papa rischia così di pagare una multa da 154 a 929 euro. Difficile che ne arrivi un quarto.

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