Sulla terra concentrazione CO2 supera oggi le 400 ppm. Lo rivela una misura “preliminare” del Nooa

CO2 sulla Terra oltre i livelli di guardia

La concentrazione di anidride carbonica nell’atmosefra ha superato la soglia simbolica delle 400 parti per milione: lo ha reso noto l’Agenzia Oceanografica e Atmosferica statunitense (Noaa), precisando che la misura – effettuata nelle Hawaai – deve ancora considerarsi come “preliminare”.

Si tratta di uno degli indicatori più celebri per la valutazione dell’impatto delle attività antropiche sul riscaldamento globale: la prima volta che venne effettuata, nel 1958, il dato era di 316 ppm e da allora è cresciuta senza sosta.

Fino alla rivoluzione industriale (e negli 800mila anni precedenti, come si ricava dai carotaggi effettuati nelle calotte polari) la concentrazione era rimasta ferma attorno alle 300 ppm; l’ultima volta che erano state superate le 400 ppm risale a tre milioni di anni fa, quando la temperatura media era di due o tre gradi centigradi superiore a quella dell’era preindustriale e il livello degli oceani una ventina di metri più alto.

A lanciare l’allarme, adesso, è Greenpeace citando proprio l’ultima rilevazione dell’ente statunitense statunitense National Oceanic and Atmosferic Administration (Noaa).

L’associazione ambientalista evidenzia come gli scienziati abbiano stimato che gli attuali livelli di concentrazione di CO2 in atmosfera furono raggiunti tra i 3,2 e i 5 milioni di anni fa: quando le temperature medie erano tra i 3 e i 4 gradi centigradi più alte di adesso e le regioni polari più calde di 10 gradi centigradi rispetto a oggi.

L’estensione dei ghiacci era molto limitata rispetto a quella attuale e il livello dei mari tra i 5 e i 40 metri più alto. Greenpeace sostiene poi: “Se le emissioni di gas serra continueranno con questo ritmo il pianeta raggiungerà le 1.000 ppm nel giro di 100 anni, laddove, invece, aumenti di concentrazione di solo 10 ppm richiedevano, nelle ere passate di più intensi cambiamenti climatici, mille o più anni”.

L’altissima concentrazione di anidride carbonica potrebbe causare conseguenze catastrofiche. L’allarme è stato lanciato anche dal Wwf che chiede azioni rapide. Secondo Mariagrazia Midulla responsabile Clima e Energia WWF Italia: “L’imperativo di ridurre e puntare ad azzerare le emissioni non è mai stata più forte.

La Comunità Scientifica ci dice che l’eccesso di CO2 che abbiamo in atmosfera porterà a un mondo più caldo. L’ultima volta che nell’atmosfera della Terra c’è stata tanta CO2 quanto oggi, il mondo era di 3-4 gradi Celsius più caldo e il livello dei mari più caldi era da 5 a 40 metri più alto di quello attuale”.

Secondo gli scienziati è vero che gli esseri umani sono responsabili per l’aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera, con una gran fetta dell’inquinamento climatico globale proveniente dal settore energetico, in particolare i combustibili fossili.

Se i livelli di CO2 continuassero ad aumentare, ci si potrebbe aspettare di vedere temperature record diventare la nuova media estiva; siccità record diventare la norma e tempeste record e inondazioni diventare eventi frequenti.

Secondo il Wwf tuttavia questa tendenza può ancora cambiare se saranno fatte le scelte giuste: “Con una rapida svolta globale verso le energie rinnovabili e pulite, supportata da forti misure per l’efficienza energetica, saremo in grado di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e infine stabilizzare e ridurne la concentrazione”.

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