Papa Francesco accusa gli “arrampicatori che usano il popolo come trampolino per le ambizioni personali”

Papa Francesco

Il “carrierismo” di uomini e donne della Chiesa è un danno grave. La “povertà teorica non ci interessa, dobbiamo toccare la carne povera di Cristo”. La suora ”è madre, non zitella”. Queste le indicazioni del Papa alle suore del mondo, un esercito di oltre 700.000 religiose nei cinque continenti, rappresentate questa mattina, nell’incontro con il papa latinoamericano, da 800 delegate delle superiori religiose di 1900 tra ordini e congregazioni femminili. Tra loro, nell’udienza nell’Aula Paolo VI, anche le esponenti delle superiori religiose degli Stati Uniti, da tempo osservate dalla Congregazione per la dottrina della fede per le loro prese di posizione sui temi etici.

L’udienza, concessa a quante hanno partecipato nei giorni scorsi a Roma alla Assemblea dell’Uisg, Unione internazionale delle superiori generali, ha permesso a papa Bergoglio di dire la sua sul tema della Assemblea. Nei giorni scorsi alcuni media avevano ventilato divergenze, circa l’indagine dottrinale del Vaticano nei confronti delle suore americane della Lcwr, tra il dicastero di Braz de Aviz e la Congregazione per la dottrina della fede, ieri smentite da una nota vaticana.

Ma le parole più forti del Papa sono state contro ”il danno che arrecano al popolo di Dio gli uomini e le donne di Chiesa che sono carrieristi e arrampicatori, che usano il popolo come trampolino per l’ambizione personale”. Religiosi e religiose che – secondo il Papa – in realtà fanno “più danno alla Chiesa”. “Care sorelle – ha concluso Papa Francesco – siate certe che vi seguo. Che il Signore ci dia a tutti noi” la “grazia del coraggio” e la “perseveranza” nella preghiera”.

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