Assenteisti del Senato “sorpresi” dal programma di Italia 1. Il presidente Pietro Grasso ringrazia: “adesso attiveremo un nuovo sistema di rilevazione presenze”

l’aula di Palazzo Madama

 

Lavorano al Senato ma in orario di lavoro, escono dal Palazzo per farsi i fatti loro. Lo scandalo dei dipendenti del Senato assenteisti è stato smascherato dalla trasmissione di Italia 1 Le Iene, che ha mandato in onda i filmati ripresi di nascosto. Il presidente del Senato, Piero Grasso, ha ringraziato la trasmissione e promesso la punizione dei pelandroni e controlli più efficaci.

Il servizio della «iena» Filippo Roma è partito dalla segnalazione di una dipendente di Palazzo Madama, stufa di vedere alcuni colleghi timbrare il cartellino e poi sparire. «Il Senato ha diversi uffici sparsi per il centro di Roma, per cui è normale che ci sia gente che vada da un palazzo all’altro – ha raccontato la dipendente all’inviato -. Però, se tu quando esci, al posto di fare il tuo lavoro in un altro ufficio, te ne vai a spasso, a fare la spesa, a giocare a lotto, al bar, e poi ritorni dopo due ore in ufficio come se niente fosse, allora lì la storia cambia».

Filippo Roma è quindi andato a vedere cosa succede in una delle sedi del Senato, l’unica nella quale si può controllare la macchinetta del badge dall’esterno. I video delle Iene mostrano che alcuni dipendenti timbrano e vanno in ufficio, ma molti, dopo aver fatto passare il badge sulla macchina, escono dal palazzo.

Il servizio delle Iene è stato mostrato in anteprima al presidente del Senato Piero Grasso. L’ex procuratore antimafia con una lettera ha ringraziato la trasmissione per aver rivelato lo scandalo: «Grazie per il vostro lavoro di controllo e di stimolo su quanto avviene o è avvenuto in Senato. Abbiamo già avviato immediati accertamenti dei fatti contestati affinchè – ove riscontrati – vengano sanzionati al più presto e con la massima severità».

Grasso ha anche annunciato che sarà presto attivato un sistema di rilevazione delle presenze al passaggio dei varchi di accesso ai palazzi del Senato che sarà in grado di impedire ogni possibile abuso.

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