Governo al lavoro sulle prime misure anti-crisi: intanto il Cavaliere va in pressing sull’abolizione dell’imposta sulla casa: “toglierla e restituire soldi o non ci stiamo”

Silvio Berlusconi

Weekend di lavoro per il governo Letta. Ministri, viceministri e sottosegretari sono già operativi e alla prese con i primi nodi, a partire da quelli di bilancio. Con il fiato sul collo dell’Europa, la scelta inevitabile è quella di procedere per gradi. Si va quindi verso una manovra in due tempi: prima il congelamento dell’Imu e il rifinanziamento della cassa integrazione; entro giugno un altro provvedimento per scongiurare l’aumento dell’Iva.

Il primo passo sarà quindi un decreto con cui verrà sospeso il pagamento dell’Imu sulla prima casa (si badi bene: sospesa, non eliminata). Berlusconi fiuta il pericolo e rilancia l’aut aut a Letta: «La fiducia del Pdl al governo è legata all’abrogazione dell’Imu», dice il Cavaliere al Tg4: «È così, ma non per puntiglio: è cosa buona e giusta non pagare l’Imu a giugno». L’imposta sulla casa, sostiene Berlusconi, «produce negatività nelle famiglie che hanno incertezza sul loro futuro e consumano meno».

Le differenze (sostanziali) sull’Imu stanno nei termini: chi vuole il congelamento e chi chiede l’abolizione. «L’impegno che ha preso Enrico Letta è che la rata di giugno non si paga», frena il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. «Sono due miliardi – aggiunge – e c’è un lavoro per recuperarli. Non è tantissimo; il bilancio dello Stato sono 800 miliardi». Intanto arriva l’apertura del Movimento 5 Stelle. «Siamo favorevoli a togliere l’Imu sulla prima casa», ma solo «per le soglie di reddito più basse… Chi ha redditi elevati paghi le tasse sulla prima casa», spiega il capogruppo al Senato, Vito Crimi, intervistato su Sky tg 24 da Maria Latella.

I tecnici del ministero dell’Economia hanno al massimo 10 giorni di tempo per mettere a punto il provvedimento per sospendere l’imposta sulla prima casa. La cifra necessaria per tenere fede agli impegni presi dal presidente del Consiglio, nella migliore delle ipotesi, sarà pari a 1,5 miliardi ma potrebbe addirittura raddoppiare. Secondo i dati del Tesoro il bottino incassato lo scorso anno grazie all’Imu sulle abitazioni principali, pagato da 17,8 milioni di proprietari, ammonta a circa 4 miliardi di euro. Di questi, circa 3,4 miliardi sono riconducibili alle aliquote standard, mentre gli altri 600 milioni derivano dagli aumenti stabiliti dai comuni. L’importo che sarà necessario per sospendere la prima rata dell’imposta dipende, appunto, dal tipo di intervento scelto dall’erario.

Resta alta anche l’attenzione sul lavoro. Di oggi il monito della presidente della Camera: «Rimango convinta che il nemico principale della libertà sia la mancanza di lavoro» che può creare «le condizioni per il sostegno popolare ad avventure autoritarie di vario genere», avverte Laura Boldrini. «Quando la crisi sociale produce disoccupazione e quest’ultima disperazione – spiega nel 69/o anniversario dell’eccidio nazista di Monte S.Angelo, ricordando il sacrificio di 70 partigiani e civili nel maggio del 1944 – si creano le condizioni per il sostegno popolare ad avventure autoritarie di vario segno». «Accadde così – continua Boldrini – con il fascismo, che fece leva sulla disoccupazione di massa successiva alla Prima guerra mondiale. Accadde così con il nazismo, risposta totalitaria alla grande crisi del ’29. Sta accadendo ora, in diverse parti d’Europa, con l’insorgenza di movimenti neo-nazisti e xenofobi». «Per questo – conclude la presidente della Camera – il lavoro è la priorità assoluta. Per una esigenza di giustizia sociale, certo, ma anche per difendere e rafforzare la democrazia».

Più che l’imposta sulla casa la vera emergenza appare però in modo sempre più impellente la cig in deroga, senza il cui rifinanziamento, sarebbe a rischio, secondo il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, la stessa tenuta sociale del Paese. In una serie di contatti con la sua nuova squadra Letta si è confrontato direttamente anche con il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. «Le priorità sono quelle – spiega il sottosegretario all’Economia PierPaolo Baretta – evitare l’aumento dell’Iva costa circa 2 miliardi, per la cassa integrazione sono necessari tra 1 e 1,5 miliardi di euro, mentre la sospensione della prima rata Imu richiede circa 2-3 miliardi». Per l’abolizione totale dell’imposta sulla prima casa sarebbero invece necessari 4 miliardi che salirebbero ulteriormente se, come vuole il Pdl, fosse eliminata anche quella sui terreni agricoli. «Stiamo tutti lavorando. Dobbiamo studiare i dossier e la documentazione», prosegue il sottosegretario spiegando però che nessuna decisione su come muoversi potrà essere presa prima dell’approvazione definitiva del Def, che approda in Aula a partire da lunedì. «Bisogna prima completare questa pratica e poi vedremo», osserva.

Sulla tassa più odiata dagli italiani non mancano però neanche oggi le polemiche. L’Imu è solo un’operazione «demagogica» per Carlo De Benedetti che come priorità individua piuttosto il taglio delle tasse sul lavoro. Posizione imprenditoriale condivisa a pieno anche dal sindacato di Bonanni: «Bisogna ridurre il cuneo fiscale. Non c’è più tempo da perdere. La priorità è il taglio delle tasse più che l’Imu», afferma il leader della Cisl che lancia anche l’allarme disoccupazione. Se la cig in deroga non venisse rifinanziata, con l’emergenza esodati e disoccupati, spiega, è a rischio «la tenuta sociale» del Paese.

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