Comune di Taormina prepara la diffida a “Riscossione Sicilia” (ex Serit) per i 18 milioni di euro di tributi non riscossi dal 1993 ad oggi. Mancate entrate su Tarsu e Ici

tasse non riscosse

Il Comune di Taormina “diffida” Riscossione Sicilia Spa – ex Serit Sicilia – per la mancata riscossione di circa 18 milioni di imposte dal 1993 ad oggi. Si tratta di ruoli non riscossi cioè dalla concessionaria dell’ente su Tarsu e Ici (ai quali ora si aggiungerebbe l’Imu).

Palazzo dei Giurati, con lettera a firma del sindaco Mauro Passalacqua, ha trasmesso il 15 marzo scorso una nota di diffida alla sede centrale a Palermo della ormai ex Serit, chiedendo spiegazioni su “tutte le partite in sospeso” ed evidenziando “la continua anticipazione di tesoreria alla quale questo ente è stato costretto a ricorrere negli ultimi tempi”. La richiesta era quindi di “comunicare le iniziative intraprese per garantire la riscossione dovuta dai contribuenti”.

Si parla di somme esorbitanti, che interessano varie annualità dal 1993 in poi: per la Tarsu 16 milioni 715 mila 614 euro e poi Un milione 017 mila 974 euro per l’Ici. Il totale è di 17 milioni 730 mila euro, ai quali quali potrebbe aggiungersi poi circa Un milione di Imu che in questi mesi risulterebbe ancora non pagata. Le risposte della concessionaria sono arrivate ma non hanno soddisfatto il Comune.

“Ci è pervenuta – afferma l’assessore Fabio D’Urso – una lettera che riteniamo insoddisfacente e priva di significato. A questo punto abbiamo deciso di conferire incarico ad un legale per verificare le inadempienze contrattuali e reclamare le somme non riscosse. Chiederemo una rendicontazione di tutti i ruoli degli ultimi 20 anni”. Si va verso “l’interruzione del servizio”, che in ogni caso dovrebbe avvenire il 30 giugno.

“A questo punto – rende noto il segretario generale del Comune, Michelangelo Lo Monaco – attiveremo tutte le procedure per fare chiarezza in una vicenda che certamente ha assoluto rilievo per la situazione del Comune di Taormina, dovendo accertare in termini esatti qual è stata sinora l’attività svolta dalla concessionaria e perché non si è verificata la riscossione dei ruoli e per quale motivo quindi non è stato intrapreso l’iter che in questi casi è previsto per il recupero delle somme”.

A Taormina c’è chi effettivamente è in difficoltà e presumibilmente non è riuscito a far fronte ai pagamenti richiesti, ma ci potrebbe anche essere chi si è sottratto al fisco.

Si ricorda ancora nella “Perla” l’evasione milionaria che ci fu per un decennio sulle bollette d’acqua. Dunque, da un lato c’è la crisi – scaturita soprattutto dall’inizio degli Anni 2000 – che ha colpito Taormina (come tante altre realtà), impedendo di fatto a molti operatori economici e altrettanti cittadini comuni di far fronte al pagamento dovuto dei tributi. Dall’altro lato ci potrebbe essere, come detto, il tentativo dei “furbi” di sottrarsi al disco.

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