Caso Becchi: il vero problema è l'euro

Ieri sera mi ha colpito a “Servizio pubblico” il modo in cui Santoro ha reagito alle affermazioni di Becchi. Il noto conduttore televisivo è così abituato a copioni che vengono recitati dai politici ed ad una sorta di contenuti preconfezionati, che quando  a parlare è un uomo che ha il coraggio di dire ciò che pensa e che soprattutto dice cose sensate, lui non avendo argomenti – se non quello di una fantomatica ragion di stato che ispirerebbe Letta – ha risposto al professore di avere un suo modo di vedere le cose alquanto singolare.

Insomma Santoro ha dato prova di saper rispettare la diversità di idee e un punto di vista diverso dal suo. Diciamo che l’atteggiamento di Santoro è quello della sinistra di partito da circa vent’anni.

Chi la pensa diversamente va in qualche modo messo da parte, va censurato, perché a chiacchiere si rispetta la libertà di pensiero, ma non nei fatti. Tutti insomma secondo il “vangelo” televisivo messo ripetutamente in scena dai media televisivi dobbiamo pensarla allo stesso modo e soprattutto dobbiamo supinamente abbassare la testa dinanzi ad un quadro politico sempre più devastante che tende a schiacciare le fasce più deboli.

Becchi è fuori dal mucchio ed ha fatto un’affermazione sensata: non c’è possibilità per l’Italia di uscire dalla crisi se non si libera dalla spada dell’euro che pesa ogni giorno sulle nostre teste. Ha detto la verità, ma non doveva dirlo, perché ciò va controcorrente e soprattutto tale ragionamento si oppone a quei poteri  per cui in fondo in fondo simpatizza anche lo stesso Santoro.

Ma Becchi ha detto qualcosa in più: l’Italia non necessariamente deve uscire dall’euro, ma rinegoziare il debito ed il luogo in cui ciò va fatto non è dalla Merkel, da cui ancora dipendiamo, ma nel Parlamento europeo.

Ha detto cose intelligenti, frutto di buon senso, ma per poco Santoro non gli ha dato del pazzo, perché in fondo non è lecito dire che l’Europa così come è oggi mangerà i sacrifici nostri e quelli dei nostri figli.

A Becchi ha fatto eco Travaglio che giustamente ha sottolineato che con il Governo Letta nulla è cambiato. A governare è la stessa compagine (sono cambiati gli attori, ma non i protagonisti!) del governo Monti. Il risultato elettorale è stato disatteso e tutto si è risolto nell’ennesima delusione.

Una delusione profonda che può solo alimentare il malcontento popolare e che non sappiamo dove ci porterà. O meglio possiamo immaginarlo, ma fingiamo di non volere vedere la realtà.

Preferiamo nascondere la testa sotto la sabbia, piuttosto che affrontare oggi, che siamo ancora in tempo, il male che lentamente ci sta logorando e portando alla distruzione.

Ma possono gli italiani rassegnarsi alla povertà ed alla fame per loro ed i loro figli, mentre un’oligarchia composta da membri del PD e del PDL svende alla Germania il nostro futuro?

http://www.youtube.com/watch?v=Gw7xRgO1d7A

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