L’ex pm archivia il partito: “serve riflessione, esperienza conclusa”. Il nuovo progetto ora è fondare “Azione civile”

Antonio Ingroia

Rivoluzione Civile ha smesso di esistere. Il partito fondato da Antonio Ingroia ha deciso di scioglersi, anche se l’ex magistrato sembra intenzionato a restare sulla scena politica, portando avanti le proprie idee in un nuovo movimento, Azione Civile.

Prima però va chiuso il precedente progetto: «I soggetti che hanno dato vita a Rivoluzione Civile hanno deciso all’unanimità di considerare conclusa questa esperienza. Il risultato insoddisfacente delle elezioni politiche del febbraio scorso ha indotto ognuna delle componenti a una riflessione profonda della nuova fase politica al proprio interno». È scritto in una nota firmata da Antonio Ingroia (Azione Civile), Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018).

Nel comunicato – come riporta Lettera 43 – è inoltre scritto: «Si è preso atto che le scelte strategiche future dei singoli soggetti sono incompatibili con la prosecuzione di un progetto politico comune, quanto meno nell’immediato. Resta intatta la stima reciproca tra tutte le forze che hanno dato vita a Rc e la volontà di mantenere comunque interlocuzioni finalizzate al profondo cambiamento politico, culturale e sociale dell’Italia. Resta inoltre forte il convincimento che nel nostro Paese la presenza in parlamento di rappresentanti delle forze unite attorno a Rivoluzione civile avrebbe portato un arricchimento importante al dibattito per la realizzazione di una legislazione avanzata sul terreno dei diritti sociali e civili, della legalità, dell’etica nella politica e di un nuovo impianto istituzionale. Il contrario», ha concluso la nota, «di quanto purtroppo è avvenuto».

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