Il racconto è la narrazione di un evento, il romanzo riesce a comunicare una visione del mondo. Ho pensato che possono quindi esistere dei romanzi brevi, anzi brevissimi capaci di comunicare una diversa visione del mondo e della vita. Dei romanzi che, in forma di gioco, ho chiamato Romanzi Bonsai

Caro Silvano, so che ti ispiri direttamente a ciò che accade nel tuo quartiere e, se accetti di omettere il mio nome per ragioni di delicatezza amorosa, ti voglio suggerire un argomento raro.
Come sai, io vado ogni mattina a praticare pianoforte al tuo cinema Azzurro Scipioni.
Alcuni mesi fa, dopo aver terminato una sonata di Bach, ho sentito provenire dalla chies

a adiacente una musica d’organo che eseguiva la toccate fuga in Re minore di Bach. Subito ho pensato che qualcuno dall’altra parte del muro avesse sentito la mia musica e, per certi versi, mi stesse rispondendo.
Alla fine di ogni frase musicale l’organista faceva una pausa, quasi volesse avvertirmi che cercava di entrare in contatto con me.
Per essere certo di ciò, ho suonato una breve composizione di Mozart e l’organista ha risposto, accennando al Requiem sempre di Mozart, interrompendo quasi subito.
Allora ho pigiato ritmicamente sulla tastiera del pianoforte la nota SI, per confermare che stavo ascoltando.
Così è iniziata tra noi una storia misteriosa, un dialogo serrato a base di suonate per pianoforte e organo, per oltre un mese, poi un bel mattino, a una mia sonatina di Erick Satie, ha risposto l’organo con una composizione dello stesso Satie, intitolata “Io ti desidero”, cantata da una voce davvero angelica di donna.
Sempre più emozionato, ogni mattina ho continuato il dialogo musicale con questa donna, la cui voce rivelava un’età fresca e giovane, molto vicina alla mia.
Poi l’emozione ha raggiunto in me il culmine, quando la voce angelica oltre la parete della chiesa ha cantato le parole di ALOISIA, musa ispiratrice di Mozart.

ALOISIA

Amo un uomo che vive di suoni
che in ogni mio bacio rincorre una nota,
del genio sono la musa e la donna,
avvincenti sento l’incanto e l’abbraccio.
Voglio che sia dentro di me un amore
che resiste al tempo, pulsa e feconda.

Allora per la prima volta anch’io ho rivelato la mia passione amorosa e ho risposto con la musica e le parole di Mozart.

MOZART

Con le mie mani voglio toccare
un amore divino quaggiù sulla terra,
geniale è il percorso, se oso volare
oltre gli schemi in cui muore l’amore.
Esser corretti non è esser geniali,
trovo le note “in ogni mia donna”,
così lascio che entri nella vita il divino.

Poi mi sono nascosto dietro l’angolo della chiesa e ho aspettato. Finalmente è apparsa una donnina curva e di veneranda età, penso non meno di ottant’anni.
Ho deciso di continuare per sempre, senza rivelarmi mai, quello strano impossibile amore.

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