In un’intervista alla “Abc”, Amanda Knox non esclude di tornare in Italia per il nuovo processo d’Appello: “quel pensiero mi fa paura ma lotterò perchè sono innocente”

Amanda Knox

Amanda Knox, la studentessa statunitense processata per l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia, ha rilasciato un’intervista esclusiva alla Abc.

Nel corso dell’intervista, che verrà messa in onda stanotte negli Stati Uniti, la Knox ha ribadito la sua innocenza, anticipando alcuni passaggi del suo nuovo libro Waiting to be heard.

La Knox, 25 anni, è stata accusata dell’omicidio delle sua coinquilina inglese, uccisa a coltellate nel capoluogo umbro nel novembre del 2007.

“Voglio che la verità venga fuori, che la gente torni a considerarmi una persona normale. Quello che mi è accaduto è stato surreale, ma poteva succedere a chiunque”, ha dichiarato Amanda ai microfoni della Abc.

Processo da rifare. Il 26 marzo la corte di cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione di Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Il processo andrà rifatto. La corte ha disposto la celebrazione di un nuovo procedimento d’appello a Firenze.

Per l’omicidio, nel 2008, è stato condannato a trent’anni di carcere Rudy Guede, un ragazzo di origine ivoriana. La pena è stata poi ridotta a 16 anni nel 2009.

Dopo l’assoluzione, Amanda Knox è tornata a a vivere a Seattle. La legge italiana non può costringerla a tornare, e il processo si terrà probabilmente in sua assenza.

“I miei legali mi hanno detto che non devo e che non occorre che torni in Italia – ha detto Amanda – e ad essere onesti sto ancora valutando la questione”. La studentessa di Seattle ammette che il solo “pensiero mi fa paura”, aggiugendo però che “è anche importante per me riconoscere che si tratta di qualcosa che non si svolge lontano da me e che non mi riguarda”. “Per questo, in qualche modo, sento che è importante per me presentarlo in questo modo e se la mia presenza fosse necessaria a questo, allora andrei”, ha aggiunto.

La 25enne è al momento impegnata nel lancio della sua autobiografia ‘Waiting to be Heard’, per cui ha ottenuto un anticipo di 3,8 milioni di dollari. “Voglio soltanto tornare ad essere considerata una persona” dopo essere stata dipinta come un’assassina. “Ero nell’aula quando mi urlarono ‘diavolo'”, ha ricordato.

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