Nei Paesi più direttamente colpiti dalla crisi del debito, compresa l’Italia, il primo fattore di rischio è la possibilità che la recessione si protragga

famiglie italiane sempre in difficoltà

”In Europa rimangono rischi significativi per la stabilità finanziaria“.

A mettere in guardia imprese e famiglie è la Banca d’Italia che nel Rapporto sulla stabilità finanziaria sottolinea come nell’Eurozona “i timori di scenari estremi si sono diradati ma i rischi per la stabilità finanziaria rimangono nel complesso elevati”. Secondo Bankitalia, “per i Paesi più direttamente colpiti dalla crisi del debito, compresa l’Italia, il principale fattore di rischio è rappresentato dalla possibilità che la recessione si protragga nel tempo, risentendo della spirale tra debolezza della domanda, rischio sovrano e riduzione della leva finanziaria delle banche”.

Lo scorso anno si è ulteriormente ridotta la ricchezze delle famiglie a seguito del calo dei prezzi delle case e la cessione di strumenti finanziari. Secondo la Banca d’Italia, però, le famiglie vulnerabili sono rimaste “stabili” riducendo l’indebitamento a causa del “forte indebolimento della domanda di prestiti”. La Banca d’Italia non vede particolari criticità per il pagamento dei mutui sulla casa. Nel rapporto sulla stabilità finanziaria segnala come “la crescita delle sofferenze rimane contenuta”, mentre salgono quelle nei prestiti al consumo o personali.

Imprese. Di certo non aiuta la condizione delle imprese italiane che “risente della fase ciclica negativa” come dimostra l’aumento del flusso “di nuove sofferenze sui crediti”, mentre l’offerta di credito è frenata “dalla rischiosità dei debitori” e rallenta anche la domanda. “Per le piccole imprese – osserva l’istituto di Via Nazionale – le tensioni finanziarie sono accentuate dalla difficoltà di accedere a fonti di finanziamento esterne alternative al credito bancario”.

Pil. Per proseguire la strada del risanamento, però, è “cruciale garantire la riduzione dei tempi di pagamento” della P.a. entro “i limiti di 30-60 giorni fissati dalla direttiva Ue”. Anche perché visto il peggioramento delle condizioni delle imprese, alcuni “benefici potranno derivare dallo sblocco” dei pagamenti, a patto di “una rapida attuazione”. I rischi per la stabilità finanziaria dell’Italia sono “connessi alla contrazione dell’attività economica” mentre “segnali positivi derivano dai progressi conseguiti nel campo della finanza pubblica”. Banca d’Italia cita, quindi, l’avanzo primario e il miglioramento del saldo della bilancia dei pagamenti, tornato positivo per la tenuta dell’export e il calo delle importazioni.

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