Il nuovo premier giura insieme ai ministri ma adesso inizia la prova del nove: Esecutivo a termine o percorso riformista che potrà durare sino a fine legislatura? 

Enrico Letta

Il governo di Enrico Letta ha giurato al Quirinale. Il premier e i ministri hanno pronunciato la formula di rito nelle mani del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Proprio mentre i ministri giuravano, un uomo ha sparato diversi colpi di pistola davanti a palazzo Chigi, ferendo due carabinieri. Anche l’attentatore è stato colpito. Poco dopo le 13 a palazzo Chigi il passaggio delle consegne e della campanella con il premier uscente, Mario Monti.

Il nuovo governo. Fuori i vecchi big (Berlusconi, D’Alema, Monti), dentro giovani e donne (7 su 21, un record per l’Italia), con qualche tecnico, qualcuno dei «saggi» del presidente della Repubblica e qualche politico esperto, quello di Letta è il primo esecutivo dal ’47 che mette insieme politici di destra e sinistra. Nella squadra per laprima volta anche una donna di colore, Cécile Kyenge, oculista di origine congolese, al ministero dell’Integrazione.

Dalla festa all’incubo. Non si è trattato di terrorismo ma di un gesto isolato. Probabilmente di uno squilibrato. La fotografia di questa giornata al Quirinale è nel gesto di stupore del neo-premier Enrico Letta che sgrana gli occhi quando gli fanno leggere le prime notizie d’agenzia sulla sparatoria di fronte a palzzo Chigi. Proprio il palazzo che ospita la sede del Governo dove da lì a pochi minuti si sarebbe spostato tutto il nuovo governo per il primo Consiglio dei ministri.

Per diversi minuti al Quirinale si è vissuta una scena surreale, come se nel salone delle feste ci fossero due universi paralleli. Da un lato Napolitano, il premier e i 21 ministri schierati di lato, composti e sorridenti per il giuramento, l’atto formale che dà pienezza di poteri al governo. Dall’altro lato della sala, dietro le transenne, tutta la stampa. Che già sapeva della sparatoria e che assisteva impotente al procedere della cerimonia.

Il primo a sapere dei fatti è stato il neoministro dell’Interno Angelini Alfano. Gli fanno leggere i titoli su uno smartphone e si vede che è colpito. Ma la cerimonia sta per terminare e rimane al suo posto. Un secondo dopo che l’ultimo ministro ha giurato un collaboratore del presidente fa leggere a Napolitano i primi lanci d’agenzia, con un appunto a penna rassicurante che ha informazioni non ancora disponibili a tutti.

«Si tratta di un gesto isolato di un folle e i due feriti non sono gravi». Il presidente apprende così la notizia nella sua giusta portata. Ciò non toglie che i ministri sono chiaramente disorientati e non sanno cosa rispondere ai giornalisti che gli urlano domande sulla sparatoria. Quindi si ritirano nella sala attigua, quella degli specchi dove attendono tutti i famigliari dei ministri ed è pronto un piccolo buffet. Alfano decide di spostarsi subito al Policlinico per sincerarsi delle condizioni del ferito più grave, un carabiniere. Intanto è massima allerta intorno al Quirinale, strapieno di turisti e cittadini accorsi non per il giuramento ma la tradizionale apertura domenicale al pubblico.

Il giuramento. C’è un blu di ordinanza tra i colori scelti dalle ministre, in particolare Anna Maria Cancellieri e Nunzia Di Girolamo, per il giuramento del governo. Josefa Idem, invece, ha scelto uno spezzato con pantaloni grigi e giacca blu a tre quarti abbinato a scarpe basse che non penalizzano certo l’altezza dell’atleta olimpica. Maria Chiara Carrozza ha, invece, optato per un tailleur grigio chiaro. E se Emma Bionino ha scelto di indossare sopra i pantaloni scuri una giacca rossa dal taglio alla cinese, a spiccare di più è sicuramente Cecile Kyenge che, in barba alla scaramanzia, ha optato per un tailleur viola. Classico blu per Lorenzin, Cancellieri e Di Girolamo arricchito da vari dettagli come il filo di perle del ministro dell’Agricoltura e la spilla sul bavero del neo ministro della Giustizia.

L’Unione europea assicura a Letta «il pieno e completo sostegno delle istituzioni europee nel portare avanti le riforme che l’Italia ha avviato per la crescita e l’occupazione» e si dice certa che il nuovo governo «sarà in grado di assicurare la stabilità politica di cui l’Italia ha bisogno».Così il presidente Ue, Van Rompuy.

«Secondo me non avrà vita lunga»: lo ha detto Roberto Maroni parlando con i giornalisti del nuovo governo Letta. Al termine della segreteria politica leghista, durata circa mezz’ora, rispetto agli scorsi giorni «sono stati fatti passi indietro – ha detto – nonostante l’apertura di credito della Lega a Letta». Il nuovo governo «non ha una significativa rappresentanza del Nord. Nel governo Letta il Nord non c’è. La composizione non ci soddisfa», è ancora il giudizio del segretario federale della Lega Nord sulla nuova squadra di governo. Maroni ha fatto poi un appello all’alleato Alfano perché dica se è d’accordo con le idee del ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge a favore dello ius soli e contro la Bossi-Fini. «Chiedo ad Alfano di dire esplicitamente cosa ne pensa».

La Lega: senza le nostre proposte votiamo contro. «Se nel discorso di Letta non saranno espresse in maniera esplicita queste tre cose», la macroregione del nord, il 75% delle tasse sul territorio e una Convenzione per le riforme «voteremo contro»: lo ha detto il capogruppo della Lega al Senato Massimo Bitonci al termine della segreteria politica.

Per Bersani nel governo Letta «c’è freschezza e solidità». «Preferivo il voto, ma spero che Letta faccia bene», ha commentato sabato Renzi, aggiungendo «bene che abbia mandato in pensione i big». Berlusconi dice «non abbiamo posto paletti, abbiamo contribuito a fare un governo in poco tempo». «Con il governo Letta il terzo giorno è resuscitato Barabba», è sbottato invece Beppe Grillo. Il leader di Sel Nichi Vendola ha parlato di «modo intelligente di gestire la restaurazione». «Governo di qualità» per Confindustria, «il governo che andava fatto» per la Cei. No comment da Cgil, giudizi positivi da Cisl, Uil e Ugl.

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