I bianconeri battono 2-0 il Toro e sono ad punto dallo scudetto. Vittoria del Palermo con l’Inter: decide Ilicic. Zanetti si rompe il tendine d’Achille, forse carriera finita

Arturo Vidal

Il Torino ci mette il cuore, ma non basta. Gara bloccata sullo 0-0 fino all’86’, ma alla fine la Juve si prende il derby con due grandi gol di Vidal e Marchisio al 92′. I bianconeri combattono con grande caparbietà, però trovano la rete che sblocca il match solo a cinque minuti dalla fine con una sassata di Vidal da fuori area. A tempo scaduto, arriva anche il gol di Marchisio, da bomber vero di testa nell’area piccola. Finisce 0-2 il derby. Domenica basterà anche un pareggio con il Palermo per poter festeggiare la vittoria del campionato con tre giornate d’anticipo.

Il Torino reclama un rigore per una trattenuta su Cerci che ci poteva stare. Prima del gol di Vidal, i bianconeri hanno sfiorato il gol del vantaggio con Pogba, che ha fallito la deviazione davanti a Gillet. Sconfitta amarissima per il Torino, che comunque può uscire dal campo a testa alta per aver tenuto testa alla Juve fino a cinque minuti dalla fine, con una prova di orgoglio e cuore. Appena i granata hanno abbassato un po’ il ritmo però, la forza della Juve è uscita fuori.

La Roma e Osvaldo si riprendono l’Olimpico: dopo la figuraccia con il Pescara di domenica scorsa, finisce addirittura 4-0 con il Siena, con l’italoargentino protagonista assoluto, autore di una tripletta. Tutta un’altra squadra quella vista oggi rispetto a una settimana fa, e se da una parte la cosa non può che far piacere ai tifosi giallorossi, dall’altra crescono i rimpianti per le tante occasioni perse. La Roma comunque, con questi tre punti torna al quinto posto, l’ultimo valido per l’Europa League. I giallorossi, ridisegnati da Andreazzoli con il vecchio 4-2-3-1 caro a Spalletti, danno spettacolo. Totti, lasciato libero di agire dagli uomini di Iachini, orchestra il gioco alla perfezione, dispensando assist. Osvaldo torna a segnare, addirittura una tripletta e riscopre gli applausi dell’Olimpico. Il gol in casa mancava da gennaio all’attaccante italoargentino. Nella giornata del ritorno di Osvaldo, c’è anche spazio per Lamela, che al 16′ mostra tutta la sua tecnica con un gran gol al volo, sull’ennesimo assist delizioso di Totti. Emeghara prova a fare qualcosa per rispondere agli assalti dei giallorossi ma Burdisso e Castan lo marcano alla perfezione. Il Siena, troppo rinunciatario all’Olimpico, con questa sconfitta si vede scavalcare da Palermo e Genoa e finisce al penultimo posto, e ora le ultime quattro partite saranno tutte finali per la salvezza per gli uomini di Iachini.

A Genova la sfida degli ex. Montella torna a Marassi, acclamato dal pubblico. L’aeroplanino ha lasciato grandi ricordi ai tifosi doriani. Delio Rossi invece rivede Ljajic e la sua ex squadra, che l’hanno scorso l’ha esonerato dopo la rissa in panchina con il serbo. Il centrocampista viola, che un anno fa applaudì ironicamente il suo tecnico per averlo sostituito, facendogli saltare i nervi, si prende la rivincita sul campo: è suo il colpo del ko al 41′, dopo che cinque minuti prima Cuadrado aveva portato in vantaggio i viola con un gran destro da trenta metri. Dopo il gol Ljajic fa un gesto verso la panchina di Delio Rossi che poteva evitare. Evidentementr il serbo non ha ancora dimenticato. Nella ripresa la Sampdoria prova a reagire, ma al 71′ arriva il gol del 3-0 di Aquilani. La squadra di Montella conquista una vittoria fondamentale, che la proietta al terzo posto, a quota 61, anche se il Milan deve ancora giocare contro il Catania. A prescindere dal risultato di questa sera comunque, i viola sono ancora in piena corsa Champions e con l’Europa League praticamente in tasca.

Giornata nerissima per l’Inter di Stramaccioni, appena riconfermato da Moratti. I nerazzurri perdono il match con il Palermo e il loro capitano Zanetti, che si aggiunge all’interminabile lista degli infortuni. La gara inizia in salita per i nerazzurri. Miccoli al 10′ sfrutta un’ingenuità di Silvestre e serve un pallone troppo invitante per Ilicic: il centrocampista non si fa pregare e la spara alle spalle di Handanovic. È il gol che decide il match. Oltre al risultato negativo, per l’Inter continua il momento no dal punto di vista degli infortuni. stavolta ad alzare bandiera bianca è capitan Zanetti. Si parla di rottura del tendine d’Achille, nelle prossime ore dovrà effettuare ulteriori esami. L’immagine del numero 4 argentino che esce in lacrime in barella e forse conclude qui la sua straordinaria carriera, è forse l’immagine che descrive al meglio la stagione negativa dell’Inter, scivolata al settimo posto, fuori dall’Europa dopo questa sconfitta.

Nelle altre sfide di giornata pareggiano senza segnare Parma e Lazio. Nel primo tempo nessuna delle due squadre crea seri pericoli. Più godibile la ripresa con la Lazio che sfiora in tre occasioni il vantaggio ma Kozak e Floccari sprecano malamente buttando al vento il gol vittoria. Nel finale convulso (espulso anche Biava per doppio giallo) annullati due gol per parte a Belfodil e Kozak per fuorigioco. Con questo pareggio la Lazio accorcia sull’Inter sconfitta a Palermo (53 contro 52), ma si allontana da Roma ed Udinese entrambe vincitrici nei rispettivi match. Il discorso Europa League resta sempre in ballo, ma si fa più complicato. Successo fondamentale, invece, in chiave salvezza del Genoa che stende 1-0 il Chievo con un gol di Borriello al 73′. I grifoni salgono così a quota 32 insieme al Palermo scavalcando il Siena fermo a 30 dopo il netto ko in casa della Roma.

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