Berlusconi subito in pressing sul premier Letta: “via l’Imu. E’ il primo banco di prova per il nuovo governo”

Silvio Berlusconi

“Il governo Letta? Abbiamo dato finalmente un governo all’Italia e questo è quel che conta. Lo aspetto alla prova dell’Imu”:Silvio Berlusconi frena le delusioni del Pdl, che non ha visto entrare nell’esecutivo di Enrico Letta i fedelissimi Renato Brunetta, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Anna Maria Bernini. Solo cinque ministri su 21 sono del Pdl. Berlusconi l’ha spuntata con il veto su Michele Vietti alla Giustizia, ma Fabrizio Saccomanni si è aggiudicato l’Economia.

“Abbiamo dato finalmente un governo all’Italia e questo è quel che conta. Facciamolo partire e vediamo. C’è stato dell’ostracismo nei nostri confronti, è vero, ma è passata la linea del rinnovamento”. Così cerca di placare i suoi, come ricostruisce Repubblica, per convincerli a votare la fiducia lunedì.

“Staremo attenti a non perdere punti nei sondaggi e il primo terreno di prova sarà l’Imu a giugno”.

Come ricorda Carmelo Lopapa su Repubblica: Già, l’imposta sugli immobili. Nel faccia a faccia col premier nella sala delgoverno di Montecitorio — dove arriva a metà mattina con Gianni Letta e Alfano — sono scintille su nomi, deleghe, poltrone, ma non solo. La vera battaglia il Cavaliere la fa e la vince sul segretario al Viminale. A seguire, tutte le caselle vanno al loro posto. Lupi alle Infrastrutture, l’outsider Nunzia De Girolamo alle Politiche agricole, Beatrice Lorenzin alla Salute e il “saggio” Gaetano Quagliariello alle Riforme. È la “Angelino generation” al potere, malignano i falchi tagliati fuori, “dura un anno non di più”.

Ma è sull’Imu che Berlusconi insiste di più: Insiste con Enrico Letta per ottenere almeno l’impegno alla eliminazione, se non la restituzione. Nulla da fare, occorrerebbero quasi 4 miliardi di euro anche solo per quella, gli ribatte. Il premiersi impegna a una qualche “rimodulazione”. E poi, la nomina di Saccomanni all’Economia equivale per Berlusconi a una saracinesca sul suo “sogno”. Bankitalia solo il 23 aprile notificava al Parlamento, al lavoro sul Def, che al gettito dell’Imu non si potrà rinunciare. Il grande escluso Brunetta già si congratula coi colleghi al governo in una nota dicendosi certo, in una sorta di avvertimento, che “saranno in grado di realizzare il programma per il quale ci hanno votato milioni di italiani”. Dal leader del partito poche parole al Tg5 a partita chiusa. “Abbiamo trattato senza porre paletti, senza impuntarci e senza escludere persone che fossero ministri in precedenti governi. Abbiamo contribuito a fare un governo in poco tempo” rivendica. La nave salpa ma il Pdl pullula di sms e commenti al curaro. Come quelli di chi ricorda come Beatrice Lorenzin diventa ministro della Sanita da fedelissima di Sacconi (oltre che di Alfano), ovvero l’ex ministro del Welfare sposato con Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria. Ma sono strascichi velenosi, il Cavaliere per ora mette tutti a tacere.

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