Il testo approvato dalla Commissione bilancio grazie al parere favorevole della maggioranza e l’ok del M5S

l’assemblea regionale

La lunga giornata della Finanziaria è iniziata col botto. Anzi, con i botti. Quelli echeggiati, già alle prime ore del sabato, tra piazza del Parlamento e corso Vittorio Emanuele.

Colpi di pistola, sparati da un carabiniere. Sparati in aria, o ad altezza uomo – a seconda delle versioni – e comunque il simbolo di una tensione altissima. Delle angosce di cui si nutre, oggi, tanta parte di Sicilia.

Il capitolo a loro dedicato in Finanziaria, porta il titolo “Emergenza Palermo”. Quanto mai profetico. E che oggi potrebbe essere esteso a una “Emergenza Sicilia”, che resta sullo sfondo, nonostante l’approvazione di una Finanziaria difficile. Alcuni nodi, infatti, resteranno irrisolti. A cominciare dalla mole di Fondi del Piano azione e coesione (circa 700 milioni) che dovranno essere rinegoziati e rimodulati e conseguentemente al tema della Formazione professionale, col rifinanziamento dell’Avviso 20. Una decisione che ha spinto anche in Aula il deputato PDl Salvino Caputo a chiedere le dimissioni dell’assessore Scilabra: “. Mi soprendo che l’assessore Scilabra sia ancora tra i banchi di governo, visto che, dopo aver devastato la Formazione e dopo essere stata sconfessata da qualificati deputati, è stata costretta a tornare indietro”.

Ma oggi ha tenuto banco, come accade quasi sempre in occasione della Finanziaria, soprattutto la situazione di alcuni precari. Che restano col naso all’insù, verso un Palazzo nel quale “i deputati – commentava sarcastico il governatore Crocetta – non riescono davvero a rinunciare alla Tabella H”. Ma è stato proprio Crocetta, oggi, a finire al centro delle critiche degli ex Pip, che chiedevano una stabilizzazione che alla fine non è giunta, e anche di parti della sua maggioranza. Rappresentata da uno dei deputati più vicini al governatore, Fabrizio Ferrandelli: “Faccio parte della maggioranza – ha detto il parlamentare Pd – ma voglio guardare in faccia le persone che conosco da tanti anni. Chiedo ai colleghi – ha detto in Aula – di votare non per fede, ma con coscienza”.

Ma sull’argomento, Crocetta è stato durissimo: “La Social Trinacria non è nè una società pubblica, nè convenzionata con la Regione siciliana. E’ un contenitore per risolvere l’emergenza Palermo. Per loro era destinato un sussidio, che – voglio precisarlo – spetta solo agli inoccupati. Questi lavoratori hanno creato una associazione e si sono autoassunti. Possono dei lavoratori assunti a tempo indeterminato ricevere dei sostegni per il reddito? Non potrebbero avere – ha aggiunto il governatore – nemmeno i 36 milioni che abbiamo stanziato. Non dovrebbero protestare. Anche perché non esiste alcuna convenzione con la Regione siciliana”. Ma proprio su questo tema Ferrandelli ha replicato: “Le carte esistono, eccome. Ci sono diverse delibere di giunta che in passato hanno riconosciuto il rapporto tra la società e la Regione”.

“Nessuno ci chieda – ha insistito inflessibile Crocetta – di fare quello che non possiamo fare. Questi precari non possono essere assunti. E se impegnassimo quei 36 milioni destinati alle misure al sostegno a reddito per un’assunzione, la norma sarebbe impugnata certamente dal Commissario dello Stato. E quei lavoratori finirebbero persino per perdere il sussidio, e si troverebbero con nulla in mano”.

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