Sparatoria a Palazzo Chigi: 2 carabinieri feriti, bloccato l’attentatore. Stato d’allerta e folla subito allontanata

Luigi Preiti bloccato a terra

Sparatoria davanti a Palazzo Chigi intorno alle 11.30, proprio nei minuti in cui i ministri del nuovo governo stavano giurando al Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Due carabinieri sono rimasti feriti, uno di loro è in gravi condizioni. Fermato l’attentatore, che non ha precedenti penali: si chiama Luigi Preiti, 49 anni, calabrese trasferitosi da anni con la famiglia ad Alessandria. In un primo momento era emerso che fosse affetto da patologia psichiatrica, ma il fratello ha affermato: «Mio fratello è una persona normalissima, non è né squilibrato né terrorista» (continua a leggere l’identikit).

I testimoni: gridava “uccidetemi”. Preiti in giacca e cravatta, ha aperto il fuoco all’improvviso sparando diversi colpi contro i due militari. Preiti ha tentato di fuggire ma è stato raggiunto e, dopo una colluttazione nella quale è rimasto ferito alla testa, è stato fermato dalle forze dell’ordine e visitato sul posto da un medico del 118 che aveva un’ambulanza fissa proprio in piazza Montecitorio. All’attentatore è stato applicato un collare medico. In terra la polizia Scientifica ha trovato sette bossoli e ha recuperato la pistola utilizzata da Preiti (testimoni: continua a leggere, VIDEO).

Investigatori: Preiti ha sparato per uccidere. Per gli investigatori Preiti ha sparato per uccidere: secondo testimonianze e accertamenti balistici, l’uomo ha puntato la pistola ad altezza d’uomo contro i carabinieri esplodendo i colpi in successione. Alle forze dell’ordine, una volta immobilizzato, avrebbe confessato: «Volevo colpire i politici».

Le forze dell’ordine presenti a palazzo Chigi non hanno fatto uso delle armi: lo hanno sottolineato all’Ansa fonti investigative.

I carabinieri feriti sono il brigadiere Giuseppe Giangrande, 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, 30 anni, entrambi effettivi al Battaglione Toscana. I due sono stati soccorsi dai sanitari dell’Ares 118. Giangrande, vedovo da due mesi e padre di uan ragazza di 23 anni, è stato raggiunto da un colpo di pistola al collo. Cadendo ha battuto la testa, riportando anche un trauma cranico. Le sue condizioni sono giudicate gravi: è stato ricoverato in codice rosso al Policlinico Umberto I. A breve sarà sottoposto ad intervento neurochirurgico dopo la lesione della colonna vertebrale cervicale riportate. L’intervento sarà effettuato da una equipe del Policlinico Umberto I. «Presentava una ferita d’arma da fuoco con foro di entrata nella regione laterale del collo sinistra e non si apprezzava foro di uscita – si legge nel bollettino – Il proiettile è stato estratto dalla regione sovrascapolare destra. Gli accertamenti eseguiti hanno dimostrato che nel tragitto il proiettile ha leso la colonna vertebrale cervicale».

Negri è stato invece ferito da due colpi a una gamba e anche lui ha una ferita alla testa causata dalla caduta: è stato trasportato all’ospedale San Giovanni in codice rosso. Le sue condizioni, comunque, non sono preoccupanti. «Ha chiesto notizie del collega ferito più gravemente, non si preoccupa delle proprie condizioni di salute – ha detto il direttore sanitario del S. Giovanni, Gerardo Corea – Ha 29 anni, è un ragazzo forte». Il militare ha ricevuto la visita della fidanzata e della mamma di quest’ultima.

Ferita anche una passante. Nella sparatoria è rimasta ferita anche una passante incinta, caduta mentre fuggiva dopo gli spari. E’ stata portata, insieme al marito e al figlio, all’ospedale Santo Spirito (i testimoni: una famiglia scappava).

Un investigatore ha dichiarato che se Preiti si fosse appostato e avesse aspettato l’arrivo dei ministri avrebbe potuto colpire le auto.

L’attentatore: allentatemi le manette. «Per favore, allentatemi le manette, non sento il braccio»: cosi, raccontanno le forze dell’ordine, Preiti si è rivolto alle forze dell’ordine che lo hanno bloccato. «E’ apparso freddo e lucido» riferisce un addetto alla sicurezza che ha partecipato all’arresto. Dopo l’arresto Preiti si è chiuso nel silenzio, senza più dire nulla.

Preiti è accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di armi. Il pubblico ministero di Roma Antonella Nespola ha già chiesto al gip la convalida del fermo. L’uomo sarà interrogato tra domani e dopodomani. Nel frattempo sono stati disposti accertamenti per definire il profilo dell’attentatore e non è escluso che possa essere decisa anche una perizia medico legale per valutare le sue condizioni di salute.

Preiti è un uomo disperato che ha perso il lavoro e ha un matrimonio fallito alle spalle. Nato nel 1964 a Rosarno, in Calabria, l’uomo è domiciliato da circa 20 anni a Pedrosa (Alessandria), dove faceva il muratore. Si era sposato e ha avuto un figlio, che ora ha dieci anni. Due anni e mezzo fa Preiti si è separato dalla moglie ed è tornato a vivere a Rosarno, con i genitori; la moglie e il figlio sono rimasti in Piemonte e vivono a Predosa. Chiesta la consulenza psichiatrica per Preiti, l’uomo che questa mattina ha sparato a due carabinieri davanti Palazzo Chigi. Dopo essere stato fermato dalle Forze dell’Ordine, una volta giunto al pronto soccorso del San Giovanni di Roma, i medici del Dea che lo hanno visitato hanno chiesto la consulenza dello psichiatra di turno. «Una prassi», spiegano all’Adnkronos Salute fonti sanitarie. «Viene chiesta in tutti quei casi delicati, dove il soggetto può recare danno a se stesso o agli altri».

Luigi Preiti era arrivato nella capitale ieri e ha alloggiato in un hotel del centro, nei pressi di via Cavour. Sembra provenisse dalla Calabria, dove si era trasferito dopo la separazione. Nell’albergo sono state avviate perquisizioni, così come nella casa calabrese di Preiti, dove sono state portate via alcune buste contenenti documenti e altro materiale. Accertamenti sono stati attivati per capire la provenienza della pistola che sembra Preiti detenesse illegalmente.

Secondo i carabinieri Luigi Preiti sarebbe venuto a Roma proprio con l’intenzione di compiere un «gesto eclatante»: non è stato accertato se è arrivato già armato o se la pistola se l’è procurata a Roma.

Alfano: Preiti voleva suicidarsi. «Luigi Preiti voleva suicidarsi dopo aver sparato ai carabinieri ma non c’è riuscito perché aveva finito il caricatore – ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano – E’ stato il tragico gesto criminale di un disoccupato».

Allerta massima al Quirinale, blindata l’area intorno a Palazzo Chigi. Pochi minuti dopo la sparatoria è scattato lo stato di «massima allerta» sul piazzale antistante il Quirinale, dove le forze dell’ordine hanno iniziato a far defluire la folla. La misura, secondo uno degli agenti in forza davanti al Quirinale, sarebbe dovuta alla possibilità che ci sia in circolazione un uomo armato. Tutta la zona attorno a Palazzo Chigi è stata chiusa al traffico di auto e mezzi pubblici: è stato consentito l’accesso solo ai pedoni.

Gianni De Gennaro, sottosegretario ai Servizi segreti del governo Monti, si è recato sul luogo della sparatoria per controllare la scena del crimine. De Gennaro e uscito da Palazzo Chigi dove si trovava.

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