Grillo torna all’attacco del patto Pd-Pdl e chiede in bilancio Camera un fondo per restituzione indennità

Beppe Grillo

Grillo all’attacco del governo nascente guidato da Enrico Letta e delle Tv definite “megafoni del potere” e “fallite economicamente”. Il governo, ha scritto l’ex comico sul suo blog “è un’ammucchiata degna del miglior bunga bunga. Tutti passivi tranne uno che di bunga bunga se ne intende”. “Una mescolanza – ha proseguito – che sconfina nell’incesto, lettiana, che ha in sé il profumo di famiglia, da Mulino Bianco dell’Inciucio. Zio e nipote Letta si sono alternati come sottosegretari alla presidenza del Consiglio negli ultimi vent’anni. Cambiava il presidente, ma la famiglia Letta era sempre presente. A garanzia di chi? E’ una coincidenza singolare questa successione monarchica. Una famiglia di predestinati”.

“L’esultanza dei giornali e delle televisioni per l’ammucchiata di regime è propria dei servi che hanno conservato il posto di lavoro – ha scritto ancora l’ex comico – I partiti hanno evitato una Caporetto e si sono rinchiusi in un bunker, tutti assieme appassionatamente, ormai è amore. Coloro che si insultavano in campagna elettorale ‘Comunisti!’, ‘Mai con Berlusconi!’ si sono infilati insieme sotto le coperte pur di non dover rendere conto alla nazione del loro fallimento. Il governo minestrone avrà i peggiori odori e sapori della Seconda Repubblica e qualche resto avariato della prima, come Amato, il tesoriere di Craxi”.

Intanto, i grillini hanno chiesto alla presidente della Camera Laura Boldrini di istituire un capitolo di bilancio destinato alla restituzione della quota di indennità “tagliata” volontariamente dai deputati del gruppo. Lo ha riferito dalla sua pagina Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che ha firmato la lettera a Boldrini con agli altri due componenti M5S dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, i segretari Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino.

“Illustrissima presidente – hanno scritto i parlamentari – nell’ottica intrapresa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle di voler rinunciare a una parte spettante degli emolumenti, incluse le indennità di funzione dei membri dell’Ufficio di presidenza (vicepresidente, segretari, questori) si richiede, al fine di poter depositare tali somme eccedenti su un fondo controllato da ente terzo, in maniera trasparente, con fini da determinare di comune accordo, di aprire nel Bilancio della Camera, un nuovo capitolo di entrata con denominazione apposita, in cui far confluire, su base volontaria, la quota che ogni Deputato, appartenente a qualsiasi Gruppo, riterrà più opportuna destinare”.

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