Impregilo risponde al Comune di Taormina e respinge la richiesta danni di 39 milioni per inadempienze lavori parcheggi. Ma la Commissione conferma esito collaudo

continuano le vicende del lodo Impregilo

Botta e risposta tra Comune di Taormina e Impregilo nella diatriba infinita del lodo Impregilo.

L’impresa che realizzò i parcheggi, ed alla quale lo scorso dicembre il Tribunale ha riconosciuto l’esecuzione provvisoria di un decreto ingiuntivo da 25 milioni, ha inviato infatti una missiva ai vertici di Palazzo dei Giurati in riferimento all’esito definitivo del collaudo dei posteggi.

Questo ultimo passaggio è stato eseguito lo scorso febbraio dalla preposta Commissione che ha quantificato presunte inadempienze milionarie da parte di Impregilo nei lavori eseguiti: danni per un importo di 39 milioni di euro. Soldi, che insomma il colosso milanese verrebbe chiamato a corrispondere al Comune di Taormina e che al momento non costituiscono un titolo ma nell’ottica dei quali Palazzo dei Giurati si starebbe muovendo per attivare le relative vie legali. A tal proposito Impregilo ha risposto ora che le indampienze contestate non sussisterebbero e di conseguenza l’impresa ritiene di non essere preoccupata dai risultati del collaudo.

E i componenti della Commissione collaudo, a loro volta, hanno fatto nelle scorse ore nuovamente il punto della situazione confermando a tutti gli effetti la loro posizione espressa due mesi fa e ribadendo che vi sarebbero delle ingenti mancanze di Impregilo nelle attività poste in essere al sistema di viabilità e parcheggi che è stato realizzato nella Perla dello Jonio.

Il braccio di ferro si preannuncia, insomma, estenuante ed è quanto mai difficile dire come e quando potrà concludersi. Impregilo non sta forzando la mano, per altro, sul prelievo delle somme vantate attraverso il decreto ingiuntivo perché sa che il Comune di Taormina è in evidenti difficoltà economico-finanziarie. Impregilo non vuole spingere Palazzo dei Giurati al dissesto, chiedendo adesso una somma che il forziere municipale non è in grado di garantire e intende evitare che una tale richiesta infligga il colpo del ko all’ente locale, sul quale c’è già un attenzione particolare, finalizzata ad una serie di chiarimenti, da parte della Corte dei Conti.

In caso di dissesto Impregilo percepirebbe poi circa il 40% della somma reclamata, non più di 10 milioni sui 25 totali e in un arco di tempo che non sarebbe breve. Ma il Comune, a sua volta, appare rinfrancato dal risultato del collaudo e punta anche sul processo che dovrà essere rifatto quanto prima Messina.

Due anni fa la Corte di Cassazione ha disposto che il procedimento principale venisse rinviato in Corte d’Appello a Messina, e si attende che venga fissata l’udienza. Senza dimenticare che la contesa comprende un altro fronte al Tribunale di Trappitello, inerente una richiesta di Impregilo per un importo di circa 7 milioni.

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