Verizon: il maggior numero di crimini informatici sono mossi da ragioni industriali, seguono poi le campagne di spionaggio di stampo governativo in più ambiti

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È mosso da ragioni economiche il maggior numero degli attacchi informatici che sono stati sferrati in tutto il mondo lo scorso anno.

Il cyber crime finanziario su vasta scala copre ben il 75% dei crimini informatici, subito seguito da campagne di spionaggio di stampo governativo che dominano il 20% dei cyber illeciti.

Tra le violazioni che rientrano in questo secondo punto figurano le cyber minacce finalizzate al furto di proprietà intellettuale, quali informazioni governative top secret, segreti commerciali e risorse tecniche, per favorire interessi nazionali ed economici.

Lo rileva il «Verizon 2013 Data Breach Investigations Report » che delinea lo scenario della sicurezza informatica mondiale e diffuso oggi da New York a livello internazionale. Il report punta l’attenzione su chi sottrae dati e sulle relative motivazioni, sottolinea l’importanza di «capire l’avversario» come «essenziale per difendersi e reagire in maniera efficace». Giunta al suo sesto anno di pubblicazione, la nuova edizione del Report include 621 violazioni accertate e più di 47.000 incidenti di sicurezza segnalati. Nei nove anni di vita dello studio, questi valori hanno totalizzato rispettivamente oltre 2.500 violazioni e 1,2 miliardi di record sottratti. Per l’edizione 2013 Verizon, inoltre, ha potuto contare sul contributo di ben 18 organizzazioni di tutto il mondo che hanno fornito dati e analisi.

Il «2013 Data Breach Investigations Report» di Verizon ha, inoltre, rilevato come «la proporzione di incidenti che vede protagonisti gli hacktivisti, ovvero coloro che agiscono per ragioni ideologiche o per puro divertimento, si sia mantenuta stabile; la quantità di dati sottratti però si è ridotta in quanto molti di essi hanno utilizzato altri metodi, quali attacchi DDoS (distributed denial of service)». «Questi attacchi, volti a paralizzare i sistemi o provocarne malfunzionamenti, hanno anche un forte impatto sui costi delle aziende e sulle loro attività» rileva il Report.

Nel 2012 sono stati diversi i settori più colpiti. Il 37% delle violazioni ha interessato realtà finanziarie e il 24% retailer e ristoranti. Il 20% delle intrusioni di rete ha interessato industria, trasporti e utility. Stessa percentuale per società di servizi professionali e informativi. Del numero complessivo di cyber attacchi, il 38% ha coinvolto imprese di grandi dimensioni in 27 Paesi diversi

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