A nessuno dei partiti interessa il destino del popolo italiano: si discute solo su chi rivestirà il ruolo di primo ministro. Ma Napolitano al Colle chi rappresenta…?

Giorgio Napolitano

E’ iniziato il settennato di Giorgio Napolitano, dodicesimo presidente della Repubblica Italiana. Dopo circa due mesi di stallo, sembra palesarsi all’orizzonte la fine di questa drammatica situazione.

Il Presidente non si è risparmiato di bacchettare i partiti, richiamandoli alle loro responsabilità, e precisandone la non auto solvibilità. Evento speciale questo, che segna un’altra pagina della storia politica italiana. Un periodo nero e drammatico dove gli interessi personali dei politici si sono anteposti agli interessi collettivi, vanificando tutte le mission che ciascun partito aveva posto al centro della propria campagna elettorale.

Il PD nella veste di Bersani, ha tirato la corda sino a spezzarla, cosa non si fa per il potere.

I Grillini si sono rivelati come tali, in altre parole dei burattini nelle mani di un burattinaio e bravo ventriloquo.

Il PDL, nella veste di Silvio Berlusconi, paradossalmente ha riacquistato attendibilità agli occhi degli italiani, perché l’unico a chiedere un governo e disposto alle larghe intese. La morte della Repubblica inizia con la caduta del governo Berlusconi segnato dagli scandali e dagli sprechi per poi proseguire con il disastroso governo Monti e le sue riforme pro-banche, mentre Grillo spunta come un papavero in mezzo alle erbacce. La popolarità sua e del suo movimento cresce a dismisura, il suo è un movimento di protesta.

“A casa tutti” urla nelle piazze, propone il suo programma e coinvolge la società civile. Finalmente le elezioni. I Grillini sono votati sul web, sino alla fine non si conoscono i volti degli eletti in parlamento. Mistero! Sembrava fossero spie del KGB. Poi il leader del movimento “Cinque Stelle”, ordina loro di togliere le maschere, ed ecco i nuovi parlamentari, uomini e donne della società civile, che nulla hanno a che fare con i palazzi del potere ma quel che è peggio, è che mancano di autonomia intellettuale.

Il movimento ” Cinque Stelle” diventa il primo partito in Italia, disfatta per il PD e il PDL che arrivano pari meriti. Le speranze di una politica pulita, innovativa, e soprattutto la realizzazione delle promesse fatte in sede elettorale, man mano iniziano a scemare; ci si aspettava un governo nuovo di zecca, ci si aspettava un cambiamento radicale e invece lo stallo. La situazione economica peggiorata, il popolo ridotto alla fame, aziende che chiudono ogni giorno, gente che si uccide e cosa fa la politica? Litiga per spartirsi le poltrone, incurante delle drammatiche difficoltà in cui versano i cittadini. La delusione più grande proviene dal Movimento “Cinque stelle”, che si è rivelato, un movimento privo di sostanza, e il dramma è che Grillo continua a urlare nelle piazze, e nessuno si domanda cosa abbia fatto da due mesi a oggi, per poi sparire dopo aver urlato al Golpe.

Giorgio Napolitano è apparso commosso durante la lettura del messaggio dinanzi le camere riunite, ma siamo certi che fosse commozione e non pianto di rabbia, perché caricato di ulteriori responsabilità?

A nessuno dei partiti interessa la sorte del popolo italiano, oggi si discute su chi rivestirà il ruolo di primo ministro, su chi avrà più potere e nel frattempo, ogni giorno qualche disperato si uccide, ciò dovrebbe farci riflettere qualora si decidesse per il ritorno alle urne. Dinanzi a questo storico fallimento politico, siamo proprio sicuri che la sovranità appartenga ancora al popolo?

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