Due reti di Mueller e i gol di Robben e Gomez: 4-0 che mette l’ipoteca sul passaggio alla finale. Messi inesistente: bavaresi imprendibili, blaugrana affondati

Thomas Mueller

Una serata così era difficile da prevedere. Il Barcellona dei fenomeni scompare sotto i colpi di Bayern semplicemente perfetto.

L’andata della semifinale di Champions League finisce 4-0 per i bavaresi che dominano la scena e mettono una seria ipoteca sulla terza finale in quattro anni. Una doppietta di Mueller e i gol di Gomez e Robben annichiliscono un avversario mai in partita. Grande assente della serata Messi, fuori condizione e mai in partita.

Il match fatica ad accendersi. L’equilibrio è totale e le occasioni scarseggiano. In campo vincono tattica e agonismo. Il Barcellona paga la serata negativa di un Messi non in condizione e un possesso palla sterile e poco efficace. I padroni di casa sono più dinamici e offensivi, mostrando solidità e compattezza impressionanti. Passano due minuti e Robben si divora il vantaggio peccando di egoismo: tiro su Valdes anzichè servire il liberissimo Gomez. I blaugrana lasciano Villa e Fabregas in panchina e non riescono a creare insidie all’attentissima retroguardia bavarese. Xavi e Iniesta non riescono a dare il ritmo giusto alla squadra, colpa dell’incessante aggressività tedesca.

Il match va avanti così, nel tatticismo più esasperato e senza sussulti, almeno fino al gol che cambia tutto. Siamo al 24′ quando un colpo di testa di Mueller su assist di Dante fa esplodere di gioia l’Allianz Arena. I padroni di casa passano in vantaggio e per il Barcellona la serata si fa ancora più difficile. L’unico brivido la retroguardia di Heynckes lo corre alla mezz’ora su un cross di Dani Alves deviato da Alaba in scivolata che per poco e non beffa Neuer. Per il resto è buio blaugrana. Messi non è pervenuto, un fantasma in campo.

Il fuoriclasse argentino, non al top della forma dopo l’infortunio muscolare che lo ha colpito settimane fa, fatica terribilmente contro i corazzieri avversari. Vilanova capisce che al centro non si passa e allora prova ad allargare il gioco sulle fasce dove Dani Alves e Jorbi Alba quantomeno ci mettono la corsa. Il Bayern protesta per due rigori non concessi dall’arbitro ungherese Kassai, prima per un tocco di mano di Pique piuttosto evidente e poi per un’altra ‘manata’ di Sanchez.

Nella ripresa lo spartito non cambia. Il Bayern continua a convincere, il Barça nella sua lenta manovra senza sbocchi. Passano cinque minuti ed è già raddoppio bavarese. Angolo di Ribery, Valdes resta fra i pali, Mueller fa da sponda per Gomez che a un metro dalla porta non deve far altro che spingere il pallone in fondo al sacco (in sospetta posizione di fuorigioco). Il 2-0 affossa il Barcellona che praticamente esce di scena, incapace di rispondere nel modo adeguato. Mueller, Ribery e Robben sfiorano il colpo del ko contro un avversario ormai alle corde. Il gol che vale la qualificazione arriva al 73′ grazie ad un contropiede da manuale del calcio. Robben si infila in area avversaria e batte Victor Valdes da posizione decentrata. Il 3-0, però, è viziato da un ‘blocco’ al limite di Mueller su Jordi Alba. L’arbitro convalida la rete, la squadra di Vilanova è al tappeto.

L’unico guizzo spagnolo giunge dai piedi del giovane Bartria che a tu per tu con Neuer calcia in tribuna in precario equilibrio. In campo c’è solo il Bayern che sovrasta fisicamente gli avversari. Il crollo del Barça arriva all’82’ quando il secondo gol di Mueller fa probabilmente calare il sipario sulla qualificazione alla finale di Champions: Alaba sulla sinistra è un treno, palla al centro per l’attaccante tedesco che a pochi passi dalla porta non può sbagliare. Partono i titoli di coda.

Il Bayern esce in trionfo con un poker da sogno. Per il Barcellona è notte fonda.

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