Si dicono tante cose sul leader di M5S ma la verità è che Grillo non vuole arrendersi al declino sociale-economico dell’Italia. Ecco perchè non va accusato di disonestà

Beppe Grillo

Beppe Grillo ha finalmente rotto il silenzio e rispondendo alle domande dei giornalisti ha fatto luce su tutta una serie di questioni.

Il comico ha dato risposte da leader e si è dimostrato tutt’altro che sprovveduto e politicamente immaturo. La sua voce era concitata e le sue affermazioni chiare e nette.

Non parlava agli elettori di sinistra o destra, ma agli italiani e diceva parole tutt’altro che prive di senso.

Non parlava il politichese, ma un linguaggio comprensibile a tutti. In questa straordinaria forza comunicativa, che gli nasce da una conoscenza diretta della realtà italiana che nessun altro leader politico al momento può vantare, probabilmente è la ragione del suo successo.

Ma non solo. È da ricercarsi anche nella passione che egli mette nel parlare di politica. Si sente che egli non parla da politico di professione. Non ha interessi da difendere ed ha l’ardore di un uomo che con onestà ama il suo paese e che non vuole arrendersi al declino sociale ed economico dell’Italia.

Questo gli va riconosciuto e per questo merita il rispetto di noi tutti. Si può non condividere il suo modo di fare politica, ma non lo si può accusare di disonestà.

Dalle risposte che ha dato ai giornalisti, dicevamo che sono emersi gli aspetti centrali delle ragioni per cui i grillini non hanno fatto il governo con il PD.

Non c’è stato alcun accordo possibile con il Partito Democratico per la formazione di un governo, in quanto Bersani non era interessato ad un dialogo sui punti centrali dei Movimento Cinque Stelle, cioè scuola pubblica, sanità pubblica, ecc., ma solo ad utilizzare i voti dei grillini.

Insomma non è vero che i grillini non hanno voluto cooperare (stando a quello che ha detto Grillo), ma è stato il PD ad impedire un vero dialogo costruttivo. E la prova di questo modo di fare di Bersani è emersa in maniera chiara e netta in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica.

Il ceto dirigente del PD, pur di non eleggere Rodotà, che era un buon candidato ha preferito l’accordo con il PDL sul nome di  Napolitano, riducendo ancora ulteriormente gli spazi di democrazia del nostro paese, ed impedendo qualunque possibilità di cambiamento.

Per difendere gli interessi della casta o meglio di un “direttorio” anni luce lontano anche dalla passione dei propri militanti, Bersani  ha scelto di far rieleggere  Napolitano.

È assurdo, ma è così. Sembra una scena da film dell’assurdo, ma è purtroppo la realtà in cui viviamo.

Ed in questo teatro della politica italiana sembra un paradosso ma oggi è spettato ad un comico- che ha dimostrato di avere le spalle grosse ed una grande dignità-  di ricordarci che lui e i grillini lottano per  la scuola e la sanità pubblica e per la democrazia in un paese, in cui non c’è più un parlamento che legifera ed in cui tutto viene deciso attraverso decreti legge.

È toccato sempre al comico ricordarci che il vero male dell’Italia siamo noi stessi. Non si può ricominciare se non cambia l’atteggiamento degli italiani verso la politica. Non si capisce perché continuino a votare certi uomini politici che ci hanno portato al fallimento e perché continuino ad ignorare qualunque possibilità di cambiamento.

Sono stati gli italiani a votare quei parlamentari del PD che del PDL che hanno consentito la rielezione di Napolitano.

Sono stati loro a legittimarli a continuare a tutelare i loro  interessi e ad ignorare lo stato di crisi in cui versa il nostro paese.

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