Storico e discutibile bis al Colle. Mentre l’aula applaude, la protesta popolare pro-Rodotà in piazza Montecitorio

Giorgio Napolitano

“Animo grato per fiducia in me espressa liberamente”, “auspico tutti sapranno onorare subito loro doveri” e “sono grato, prova difficile in momento cruciale”. Sono i tre passaggi chiave del primo breve discorso di Giorgio Napolitano dopo la sua rielezione.

E’ stato rieletto presidente della Repubblica nella sesta votazione del Parlamento riunito in seduta comune con ben oltre i due terzi dei voti. È il primo bis nella storia della Repubblica. Confermato con 738 voti. Lo ha detto nell’aula della Camera la presidente Laura Boldrini. L’annuncio è stato accolto da un grande applauso. Stefano Rodotà ha ottenuto 217 voti. Le schede bianche sono state 10, le nulle 12. Hanno ottenuto voti anche Sergio Di Caprio, il comandante “Ultimo”, una decina, Romano Prodi, 2, Massimo D’Alema, 2, 1 voto Silvio Berlusconi, Renato Schifani e Francesco Guccini.

Superato il quorum di 504 voti, dai banchi del Pd, del Pdl, di Scelta civica, di Sel e della Lega è partita una vera e propria standing ovation. Immobili invece i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Diversi parlamentari democratici e del Pdl si sono rivolti verso i grillini dicendo loro di alzarsi in piedi e applaudire. Da alcuni banchi del centrosinistra e di Scelta civica qualcuno ha urlato anche “Buffoni, Buffoni”.

Una bordata di fischi e le grida “vergogna, vergogna”, e “Italia libera”, hanno accolto in piazza Monte Citorio la notizia della rielezione. I manifestanti pro-Rodotà continuano il loro presidio al quale dovrebbe prendere parte in serata il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, in arrivo a Roma e dal quale Rodotà si è dissociato.

I primi auguri al capo dello Stato sono arrivati, a scrutinio non ancora concluso, dal presidente del Senato Pietro Grasso: “Giorgio Napolitano conferma ancora una volta di essere un grande servitore dello Stato e un grande italiano. In questi sette anni è stato un esempio di saggezza politica, il vero garante delle istituzioni, ha guidato il Paese in un percorso di riscoperta del senso dello Stato e del valore dell’unità nazionale. La sua elezione per un secondo mandato rassicura tutti i cittadini in un momento difficile per il Paese”.

Dal canto suo, Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante per la nostra Repubblica. Ringrazio il presidente Giorgio Napolitano per lo spirito di servizio e per la generosità personale e politica con cui ha accettato di proseguire il suo impegno e la sua opera in un contesto tanto difficile e incerto”. “Non è questo il momento per altre valutazioni – ha aggiunto – Ma tutti gli italiani, da 54 giorni, hanno potuto vedere e giudicare il nostro comportamento sensato e responsabile rispetto a quello della sinistra e del Partito Democratico”. Anche Romano Prodi ha mandato i suoi auguri a Napolitano. Il segretario Pd Pierluigi Bersani ha inviato a stretto giro un “grazie” a Napolitano.

Il presidente, 88 anni il prossimo 29 giugno, è stato l’undicesimo presidente della Repubblica e, dunque, sarà anche dodicesimo. Prima di lui anche a Carlo Azeglio Ciampi, nel 2006, fu chiesto da più forze politiche di rendersi disponibile a un “bis”: si dichiararono a favore di un secondo mandato Silvio Berlusconi e l’allora presidente dei Ds Massimo D’Alema. Ma Ciampi disse “no” e spiegò le sue motivazioni con una nota ufficiale, il 3 maggio 2006: l’età avanzata e la convinzione che “il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato”. Ma non c’era una situazione di emergenza, non c’erano state cinque fumate nere e due leader del centrosinistra, come Franco Marini e Romano Prodi, “bruciati”.

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