Trasformazioni ed evoluzioni del progetto d’arredo che ha portatoMilano a diventare la capitale del design

modellino balloon

Dal 9 al 14 aprile si è svolto a Milano il 52esimo “Salone internazionale del mobile”, da qualche anno la più importante fiera del mobile a livello mondiale; occasione per scoprire le trasformazioni e le evoluzioni del progetto d’arredo che ha portato la città di Milano a diventare la capitale del design.

Quest’anno a salvarlo dalla crisi che vive il nostro Paese è stata l’affluenza per circa il 70% dei visitatori stranieri. I più numerosi sono stati i cinesi ed i russi e poi, a seguire, arabi ed americani. Fra i vari padiglioni va segnalato lo sfarzo di salotti e ambientazioni del “Gruppo 42” al padiglione 3. Questo gruppo di stand ha fatto sognare ad occhi aperti e camminare tra le nuvole molti visitatori. Il gusto non proprio italiano anche se di marchi in prevalenza del nord Italia, ha riscosso un enorme plauso. Qui la parola d’ordine sembrava proprio essere: opulenza. Tra stucchi, boiserie in legno pregiato, mobili con rifiniture in oro zecchino ed enormi lampadari in vetro soffiato, si è respirata un’atmosfera da “mille e una notte” negli stand di Turri, Pozzoli, Marioni, Gotha Italian Luxory Style e Roberto Cavalli.

I padiglioni 4 e 5, invece, hanno esibito il moderno gusto dello stile d’arredo italiano che è stato super fotografato soprattutto da cinesi e giapponesi. Le linee essenziali e lineari vengono ammorbidite da note di colore in toni sgargianti che fanno tendenza. Fra le novità, un tessuto non tessuto proposto da MERITALIA per il divano Newcastle; lavabilissimo a casa, non necessita di essere stirato perché si rovinerebbe “il suo bello”. L’inedito rivestimento, il DURAFORM, consiste in un tessuto artificiale simile alla carta che normalmente viene impiegato per fare le etichette dei jeans: resistente, traspirante ma soprattutto in grado di conferire una forma originale simile a quella di un monolite.

Per i complementi d’arredo LALIQUE ha proposto un intarsio a forma di “testa di medusa”, rigorosamente in cristallo che, retro-illuminato, rassembla l’effetto surreale di un film in 3 D.

Altra novità del tutto inedita è il campo da calcio versione tappeto di ILLULIAN. Non ancora presentato alla stampa questo tappeto, griffato niente meno che da Massimo Moratti, potrebbe essere una soluzione per far divertire grandi e piccini. Lo scorso anno l’azienda aveva proposto un mini campo da golf (portatile). Che dire: sono proprio unici nel loro genere!!

Percorrendo i saloni della fiera, sempre per quanto riguarda l’illuminazione, NORTHENLIGHTING, è riuscita a fissare nello spazio un momento dello scoppio di una lampadina come se fosse uno scatto fotografico e a farne un lampadario a soffitto.

Negli spazi del “Fuorisalone”, invece, il centro artistico ALIK CAVALIERE propone una emozionante e coinvolgente ambientazione in giardino attraverso le applicazioni di un materiale tecnologico e di luci girevoli. L’azienda SAILMAKER INTERNATIONAL, infatti, produce una fibra a forma di griglia multi-assiale per l’architettura e il design: l’ “l-Mesh”. Questa fibra può essere creata in varie forme e colori ed essere usata ed adattata in vari modi, ad esempio: come separè, come controsoffittatura, come passatoia su piastrelle o prato verde od ancora come ambientazione in spazi illuminati da led.

“Il design illumina letteralmente i nostri pensieri” dice Daniel MOGOS ideatore della lampada Ballon. Questa lampada è composta da una scatola a forma di ballon, il segno grafico convenzionalmente usato nei fumetti, nella pop art e nelle vignette al fine di contenere i testi parlati o pensati dai personaggi ed ha una opalina dove si può scrivere con un pennarello come su una lavagna. Il concetto di multifunzionalità è qui espresso con la forma di una nuvola.

Come si può notare da questa breve sintesi, ricerca, genio, talento hanno determinato ancora una volta il successo del Salone del mobile, degli artisti e delle imprese che hanno reso possibile tutto ciò.

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