Grillo lo lancia dopo rinuncia Gabanelli. Vendola a Bersani: “no ad inciucio Pd-Pdl, bene rosa di M5S”

Stefano Rodotà

“Dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada ho chiamato Rodotà che ha accettato di candidarsi e che sarà il candidato votato dal M5S”. Lo ha annunciato Beppe Grillo.

“Rodotà è un uomo di età, ha 80 anni, uno che è stato fuori dal giro ma è diventato un bambino per il fatto che la rete e i giovani si sono ricordati di lui, metterà d’accordo tutto e tutti”, ha aggiunto il leader del Movimento 5 Stelle, nel suo comizio a Maniago (Pordenone). Immediato il commento favorevole di Gino Strada che, dopo avere declinato la propria candidatura, ha parlato di “nome giusto” riferendosi appunto a Rodotà. Dal canto suo, il leader del Sel Nichi Vendola, ha voluto incontrarsi con il leader del Pd, Pierluigi Bersani, dopo essersi detto favorevole alla rosa di nomi proposta da Grillo per il Colle.

Parlando dei contatti sul nome del nuovo presidente della Repubblica, il leader di M5S ha affermato: “Bersani e Berlusconi si sono incontrati stanotte per decidere il presidente per garanzia giudiziaria. Se si parla di D’Alema e Amato io me ne vado da questo Paese. D’Alema uomo inciucio per eccellenza. Se mettono uno che va bene a Berlusconi vuol dire che vogliono salvare il c… di Berlusconi e io non voglio farlo”.

“Berlusconi – ha proseguito Grillo – ci deve dare indietro i soldi che ha preso per ricevere tre concessionarie delle televisioni. E per questo è già ineleggibile per legge, ma anche i rappresentanti legali non possono. Se votano D’Alema o Amato sono finiti”.

Il fondatore di Emergency, Gino Strada, dal canto suo, ha spiegato le ragioni per cui ha declinato la candidatura M5S per il Quirinale, dopo essere arrivato secondo alle “Quirinarie” on line grilline, alle spalle di Milena Gabanelli e davanti a Stefano Rodotà: “Credo anche che questo Paese abbia urgente bisogno di cambiare rotta: a partire dal lavoro, la sanità, la scuola, che sono i pilastri della nostra società. Credo che ci sia bisogno di ripartire dalla Costituzione italiana, la più bella del mondo, per ricostruire diritti. E per questo motivo, personalmente sono convinto che ci sia la grande occasione, oggi, di portare al Colle una persona che crede, rispetta e difende la Costituzione come Stefano Rodotà”.

“Lo conosco – ha proseguito Strada – e so che con lui i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione potrebbero tornare ad essere il centro della vita pubblica di questo Paese. Il lavoro, la sanità gratuita per tutti, la scuola pubblica, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, il ripudio della guerra tornerebbero ad essere i mattoni su cui si costruisce una società sana e bella da vivere. Per questi motivi credo sia meglio continuare con Emergency a fare il mio lavoro, che è quello di curare persone, e faccio tanti auguri a Stefano Rodotà”.

Il leader di Sel, Nichi Vendola, a Montecitorio ha sparato contro la trattativa in corso tra Pd e Pdl, dicendo che è invece una buona “base di discussione” la rosa di nomi proposta da M5S. Bisogna evitare di eleggere un presidente che porta ad un “inciucio” tra Pd e Pdl, è la sua opinione.

“Siamo – ha aggiunto Vendola – a un punto decisivo. Si decide non solo chi andrà al Quirinale, ma il futuro politico del Paese. Metto alcuni punti fermi: primo, se le intese sul Colle fossero le prove d’orchestra per un governissimo non potremmo che esprimere una radicale contrarietà, perché sarebbe una risposta antitetica alla domanda venuta dale elezioni”.

Dal canto suo, Milena Gabanelli ha ringraziato chi ha pensato a lei come capo dello Stato, ma ha rifiutato l’indicazione venuta dalle “quirinarie” del movimento 5 stelle: “Io sono una giornalista, e solo attraverso il mio lavoro – che amo profondamente – provo a cambiare le cose, ad agire in prima persona”, ha scritto la conduttrice di “Report” in una lettera pubblicata in esclusiva dal Corsera.

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