Tornano le ceramiche islamiche collezionate da Robert Kitson, che sinora si trovavano in un centro restauro

l’antica ceramica persiana

La direzione di “Casa Cuseni” ha annunciato nelle scorse ore il rientro “ a casa” delle ceramiche islamiche collezionate da Robert Hawthorn Kitson, che sino ad oggi si trovavano in un centro restauro. Si tratta di storiche ceramiche islamiche prodotte principalmente nel Kashan (TapeSiyalk) ma anche a Hasanlu ed in altri eccellenti siti persiani tra il IX-X-XI secolo dopo Cristo, quando i ceramisti persiani, per competere con i ceramisti cinesi (epoca Tang, 618-906) iniziarono la produzione di manufatti di pregio.

Ceramiche con decorazioni epigrafiche in cufico , ceramiche bianco-opaco che ricordano la Cina, invetriate in blu cobalto e in verde rame o i famosi lustri persiani a riflessi metallici, ed ancora, la ceramica “fritta”, ovvero un impasto siliceo, la cui lavorazione è stata tramandata dallo storico Abu’l Qasim, che spiegava modalità di fabbricazione e decorazioni, come la “decorazione secreta” che si otteneva tagliando o bucando la superficie del manufatto quando l’impasto è completamente secco.

In mostra permanente, dunque, i colori delle ceramiche persiane a Casa Cuseni, il nuovo museo della Città di Taormina, che sta suscitando particolare interesse e prestigiosi riconoscimenti internazionali. A Febbraio scorso su The Indipendent, poi su altre testate nazionali e riconoscimenti anche dall’estero per la Dimora di Robert Kitson che annuncia, per il prossimo anno, in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna, un grande evento globale: il barone fotografo William Von Gloeden.

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