In aula l’imputato legge una lettera alla madre della vittima: “assassino costituisciti, sogno di pregare sulla tomba di Elisa”. Ma la destinataria lascia l’aula 

Danilo Restivo

Danilo Restivo in aula per il processo di appello sull’omicidio di Elisa Claps è intervenuto per spiegare la sua verità e leggere una lettera alla madre della vittima. Poi ha rivolto un appello “all’assassino: costituisciti, io sono in carcere da innocente”.

L’unico imputato per il delitto della studentessa di Potenza ha detto di voler pregare al cimitero dove è sepolta la ragazza. Mentre lui parlava, la famiglia Claps ha lasciato l’aula.
La madre di Elisa: “Fandonie scritte a tavolino” – La reazione di Filomena Iemma alle parole dell’imputato per la morte della figlia sono state molto dure: “Quello che esce dalla sua bocca sbavata non mi interessa”, ha affermato uscendo dall’aula. Poi, durante una pausa dell’udienza, ha aggiunto: “Sentire Danilo Restivo raccontare fandonie a tavolino non mi sta bene”.

“Sono innocente” – Restivo ha parlato per oltre un’ora. Ai giudici della Corte di Assise che lo stanno processando ha chiesto “l’assoluzione”. “Chiedo di assolvermi perché sono innocente e perché la famiglia Claps ha il diritto di sapere chi è il vero omicida di Elisa”, ha ribadito.

La lettera di Restivo alla mamma di Elisa – “Sono pronto ad una dialogo sincero alla ricerca della verità con lei”, ha dichiarato Danilo leggendo la lettera per la mamma della studentessa, Filomena Iemma. Un dialogo, ha spiegato Restivo, “verso la ricerca di chi ha ucciso Elisa deve essere unilaterale tra le parti, quella verità di cui voi famiglia Claps avete bisogno di sapere soprattutto dopo 20 anni di porcate”. “Signora Iemma, lei sta cercando da 20 anni additando me come un mostro che non c’è. Io sono innocente”, ha aggiunto.

“Elisa era una ragazza dolcissima” – “Mi dispiace della morte di vostra figlia Elisa, vi giungano le mie più sentite condoglianze”, ha detto Danilo Restivo rivolgendosi alla mamma della studentessa. “Elisa era una dolcissima ragazza, buona e generosa – ha aggiunto – signora Claps non vi ho guardato negli occhi in udienza solo per evitare che poteste pensare ad un gesto di sfida e di provocazione irriverente”. Poi, ha ribadito: “Io non ho ucciso vostra figlia e non ho idea di chi abbia fatto un gesto così meschino e così crudele. Oggi sono venuto per dire la mia verità, per fare chiarezza su lati oscuri e per mettere un punto fermo dove tutti hanno detto di tutto inventando accuse e creando fitti pregiudizi nei miei confronti”.

Restivo al presunto assassino: “La verità prima o poi uscirà fuori” – “Io non so chi sei – ha detto Restivo – ma mi rivolgo alla tua anima ed ai tuoi sensi di colpa, la verità prima o poi uscirà fuori e tu sarai scoperto. Ti chiedo umilmente di costituirti e di dire la verità”. “Io sono in carcere condannato per un omicidio, quello di Elisa, che non ho commesso come non ho commesso l’omicidio Barnett”, ha concluso.

“Tagliavo i capelli, parroco mi aiutò a smettere” – Restivo ha ammesso che gli piaceva tagliare i capelli alle ragazze. “Odoravo il loro profumo, ci giocavo con le dita delle mie mani e poi li buttavo per strada”. Capelli che “sugli autobus di Potenza” ha tagliato dall “1986 al 1991”. Un “problema” che “nel 1991 a 19 anni confidai a don Mimì Sabia e lui mi aiutò a smettere. Dal 1991 non ho più tagliato capelli”. Danilo ha poi respinto in pieno anche le accuse che gli sono state rivolte di atteggiamenti strani nei confronti delle donne.

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