Il bilancio provvisorio si aggrava. L’Fbi indaga a tutto campo, soprattutto su pista terroristica. La scena del delitto circoscritta a 12 isolati. Collabora un saudita

lacrime dopo l’attentato alla maratona di Boston

Tre morti, tra cui un bambino di otto anni, e 176 feriti, di cui almeno 17 gravi. Oltre 10 le amputazioni. E’ questo il tragico bilancio (purtroppo ancora provvisorio) dell’attentato alla maratona di Boston, dove sono esplose due bombe in prossimità del traguardo. A guidare le indagini sono gli agenti dell’Fbi che hanno ribadito che l’attenzione per ora è concentrata “nell’ambito del terrorismo”. Sta collaborando, a quanto pare, alle indagini anche un medico saudita. Non risultano italiani tra i feriti.

È caccia all’uomo a Boston e in tutti gli Stati Uniti per arrivare agli autori dell’attentato che ieri nella città del Massachusetts hanno fatto tre vittime e ferito oltre 140 persone. Le autorità federali e l’Fbi hanno innalzato al “livello 1” lo sforzo di mobilitazione, il che equivale a mettere in campo tutte gli strumenti investigativi a disposizione, come successo in tutti i momenti di grande emergenza nazionale. Gli investigatori stanno cercando ancora una risposta per quel che riguarda la matrice del gesto e – riferiscono i media americani – spiegano come sia ancora «troppo presto» per capire se la strage sia di natura “interna” o legata a gruppi del terrorismo internazionale.

«Non ci sono state altre bombe oltre alle due esplose alla maratona di Boston» ha detto il governatore del Massachussets Deval Patrick in una conferenza stampa con l’Fbi. Non sono stati trovati altri ordigni inesplosi, contrariamente a quanto riportato ieri, ha detto Patrick, solo pacchi sospetti che si sono rivelati inoffensivi. Le autorità hanno poi spiegato che «non ci sono nuove minacce» e chiesto l’aiuto di chiunque abbiamo visto o sentito elementi che possano aiutare a risalire ai responsabili : «Segnalateci video, foto e prove».

Le vittime sono un bambino di 8 anni, una ventenne e a una terza persona. Un’altra ventina di persone è ricoverata in condizioni critiche, i feriti arrivano a oltre 140, tra i quali almeno 8 bambini. I medici sono stati costretti a praticare diverse amputazioni. Le deflagrazioni, a 12 secondi di distanza una dall’altra, hanno trasformato in tragedia la maratona della città, che si corre da 117 anni. Ancora oscura la pista battuta dagli inquirenti: c’è quella del terrorismo internazionale, suffragata dalle molteplici minacce agli Usa di al Qaeda in tutte le sue ramificazioni, e di quello interno, che poggia soprattutto su una serie di coincidenze temporali, l’anniversario della strage a Oklahoma City (19 aprile 1995, 168 i morti), il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi, che scadeva proprio ieri, o il Patriots Day in Massachusetts.

Quel che è certo è l’orrore rimbalzato in tutto il mondo, incredulo di fronte a un attacco definito «sofisticato, coordinato e pianificato» contro una massa inerme di 23.000 partecipanti e altre migliaia di spettatori. Dopo le esplosioni «è scoppiato il caos», ha raccontato Paolo Rossi, 48enne pistoiese, uno dei maratoneti, 227 gli italiani: «Ho visto la morte in faccia. Mia figlia, che aveva scavalcato una balaustra per correre al mio fianco gli ultimi metri, ha cominciato a piangere a dirotto, ci ha raggiunto di corsa mia moglie. Tra le lacrime, non riuscivamo nemmeno a parlare».

E sono decine le storie che si intrecciano in questa tragedia: sono gravemente ferite la mamma e la sorella del piccolo Richard, il bambino rimasto ucciso. Altri due fratelli che assistevano hanno perso entrambi una gamba. «Mi è sembrato di essere tornato in Iraq», ha raccontato un veterano, illeso perché si era fermato a una decina di metri dall’esplosione per bere. «Ho visto un pezzo di gamba di mio marito che volava in aria», ha detto tra le lacrime un’altra partecipante. L’immagine simbolo è quella di un 78enne, scaraventato a terra dallo spostamento d’aria, come abbattuto da un cecchino. Si è rialzato e ha tagliato il traguardo. E dopo l’attentato sono state innalzate le misure di sicurezza anche in Italia. L’allerta, secondo quanto si è appreso, riguarda tutti gli obiettivi sensibili, come ambasciate, consolati, sedi diplomatiche, porti e aeroporti. Particolare attenzione è raccomandata nei confronti delle sedi Usa in Italia.

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