A Catania processo d’appello per il marito Vincenzo Morici: l’accusa continua a chiedere 30 anni, mentre la difesa punta sull’assoluta incongruenza degli orari

il prof. Vincenzo Morici

Arriverà a sentenza il prossimo 3 giugno il processo davanti alla prima Corte d’assise d’appello al prof. Vincenzo Morici, il medico accusato di avere ucciso la sera del 4 dicembre del 1993 la moglie, la professoressa Antonella Falcidia, nella loro abitazione in via Rosso di San Secondo, a Catania.

La data è stata ufficializzata dopo gli interventi, in replica, di accusa e difesa, nell’udienza di oggi.

Il sostituto pg Domenico Platania ha ribadito la tesi dell’omicidio passionale e, come già fatto in sede di requisitoria, ha risollecitato la condanna a 30 anni di reclusione per l’imputato.

Per il collegio di difesa ha parlato l’avvocato Enrico Trantino, rimarcando l’assoluta estraneità del suo assistito ai fatti contestati, ritornando anche su quella che ritengono un’incongruenza totale tra l’ora della morte della professoressa Falcidia e quella del rientro a Catania del marito da Nicosia (Enna), dove il medico lavorava.

In primo grado, a conclusione del processo col rito abbreviato, il 3 marzo del 2011, Morici è stato assolto dal gup Grazia Caserta, “per non avere commesso il fatto”. Il pm, anche in quell’occasione, aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione.

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