“A me e ai miei figli manca tanto”: prima intervista dopo la morte del marito. Ora lotta per figli immigrati

Laurene Powell

Una mancanza che si sente ogni giorno in famiglia. Laurene Powell, nella prima intervista dalla scomparsa di suo marito, il fondatore della Apple Steve Jobs, racconta al più famoso anchorman d’America, Brian Williams, il vuoto lasciato dopo la scomparsa del geniale imprenditore informatico. E la volontà di far vivere il suo spirito civile attraverso la lotta per i diritti degli immigrati negli Stati Uniti.

Laurene Powell parlando alla trasmissione Rock Center della Nbc, premette che non parla e non parlerà mai in pubblico della morte di suo marito – scomparso il 5 ottobre 2011 per un tumore al pancreas- con il quale è stata sposata vent’anni e ha avuto tre figli. Ma aggiunge: “La sua eredità privata con me e con i ragazzi è quella di un marito e di un padre, e ci manca ogni giorno”.

La passione di Laurene si chiama “dream act”, legge sogno. Un provvedimento che punta a dare la cittadinanza statunitense a coloro che vennero portati illegalmente da bambini in America a condizione che prestino servizio nelle forze armate o persueguano una istruzione di livello elevato. Laurene Powell si trova a Washington per presentare al Congresso insieme al regista e produttore cinematografico David Guggenheim (autore tra l’altro del film premio Oscar come ‘Una scomoda verità’, e di ‘Waiting for superman’) l’anteprima del film “The dream is now”, il sogno è adesso.

“Ho iniziato – ha raccontato Laurene Powell – a essere sempre più coinvolta sulla riforma dell’immigrazione perchè c’è una tale perdita di vite, di potenziale, una tale perdita per il nostro Paese che non può avere il capitale che ha sviluppato, e che dev’essere impiegato invece per sviluppare l’intera società. E penso che negli ultimi anni si sia compreso che non dovremmo punire i figli per qualsiasi azione dei loro genitori”.

Secondo un sondaggio della Nbc e del Wall Street Journal circa due terzi degli americani sono favorevoli a fornire agli immigranti senza documenti una possibilità di ottenere un percorso verso la cittadinanza”.

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