Confindustria, Squinzi vuole “patto tra produttori per dare una scossa all’economia e riprendere la crescita”

Giorgio Squinzi

“Non deludeteci. Se chiudono le imprese, muore il Paese”. E’ questo l’appello lanciato alle forze politiche dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, concludendo il convegno biennale della piccola industria. Squinzi ha invocato un “salto di qualità” per mettere la crisi economica “alle spalle” e questo si può fare con “una politica che abbia come obiettivo solo il bene comune e non la mera soddisfazione di ambizioni personali”.

La “disponibilità” degli imprenditori a fare la propria parte è “dimostrata”, ha aggiunto Squinzi, perchè “sentiamo forti le nostre responsabilità, anche di classe dirigente, e ogni giorno mettiamo a disposizione i nostri sforzi, le nostre competenze e il nostro impegno di imprenditori che lottano per un domani migliore”.

“Speravamo di poter discutere del programma dei primi 100 giorni di un nuovo, stabile governo. Invece siamo a più di 50 giorni di inerzia totale” ha sottolineato ancora il presidente di Confindustria, aggiungendo che “parlare di crescita oggi sembra un azzardo, se non un miraggio”. “Grosso modo – ha detto il presidente degli imprenditori – abbiamo contato di aver buttato un punto di Pil”. Cinquanta giorni dalla chiusura delle urne, ha aggiunto, che “ci hanno dato il peggior risultato che potessimo immaginare: la vittoria del non governo”. E l’appello di Confindustria è chiaro: “Oggi, qui a Torino, insieme con il tempo è scaduta anche la nostra pazienza”. Invochiamo “un governo di qualità, di alto profilo, di capacità politica elevata, che percepisca e sappia interpretare il momento drammatico del Paese”.

Squinzi ha inoltre lamentato la mancanza “di quel minimo di responsabilità da parte di tutti di sospendere le ormai più che ventennali ostilità” per dare un governo al Paese “in un momento così drammatico. Personalmente mi sono stancato di cercare di capire e di comprendere questo gioco dell’oca, in cui tutti i giorni torniamo alla casella di partenza. Sappia chi ha ambizioni di governo che in questo gioco perverso si annienta in poco tempo un patrimonio costruito da generazioni e generazioni di imprenditori e lavoratori”.

Inoltre, il presidente di Confindustria ha rilanciato il “patto tra produttori” per dare una “scossa” all’economia e riprendere il percorso di “crescita”, che rappresenta la “sola priorità” del Paese. “Vogliamo interventi mirati e realizzabili – ha detto – con risorse vere. Questo patto è animato da un principio che dovrebbe essere scontato, ma è irrituale per l’Italia: non vogliamo sottoscrivere quello che dovrebbero fare gli altri, ma ci impegniamo su quello che dobbiamo fare noi, adesso, per il nostro Paese”. In caso contrario, ha precisato, “lo Stato diventa un produttore formidabile di scetticismo crescente, male primario dell’economia e della voglia di fare impresa. Per questa ragione abbiamo una sola priorità: la crescita. La crescita fondata sull’industria. Siamo a Torino con l’obiettivo di dare una scossa al Paese per rimetterci su quella strada”.

Gli imprenditori invocano un Paese che “non punisca, avvilisca, impaurisca” lavoro e impresa. “Chiediamo – ha concluso Squinzi – di vivere in un Paese dove la politica sia buona politica e si faccia rispettare e stimare per le scelte che compie e per quanto sa realizzare. Un Paese di cittadini e non di sudditi”.

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