Corte dei Conti scrive al Comune di Taormina: dieci giorni di tempo per precisare 26 punti e chiarire la situazione di Palazzo dei Giurati e le motivazioni che portarono alla mancata adozione della procedura di riequilibrio finanziario. “Necessari altri chiarimenti”

Corte dei Conti

Ventisei punti da chiarire e i bilanci “sotto osservazione”. La Corte dei Conti scrive al Comune sulla situazione finanziaria di Palazzo dei Giurati e aspetta adesso entro 10 giorni una nota che faccia ulteriore luce sulle finanze dell’ente pubblico. Una nota pervenuta nelle scorse ore dall’Ufficio Gestione Enti locali Sicilia è indirizzata al sindaco Mauro Passalacqua e al Collegio Revisori.

L’organo di controllo ha fatto le sue osservazioni alla luce della recente delibera con la quale il Consiglio comunale, accogliendo una proposta del primo cittadino, ha revocato il 27 febbraio scorso la procedura di predissesto (riequilibrio finanziario). La Corte dei Conti ha manifestato “la necessità di acquisire ulteriori informazioni e chiarimenti in merito alla situazione finanziaria del Comune di Taormina”. Il Comune, in tempi stretti, dovrà “fornire precisazioni informazioni sulle cause della mancata predisposizione del Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale e della conseguente revoca della deliberazione di Consiglio comunale di accesso alla procedura, nonchè su eventuali iniziative di risanamento adottata successivamente dall’ente”.

Sollecitazioni di delucidare il quadro economico dell’ente pubblico sono scattate adesso a partire dagli atti che riguardano il rendiconto 2011, con riferimento alle riscossioni, la gestione dei residui e la gestione di cassa, nonchè i debiti fuori bilancio e altre passività. Si chiede anche di fornire “informazioni su ulteriori passività potenziali che potrebbero gravare sul bilancio comunale con particolare riferimento allo stato del contenzioso in atto”; inoltre “specificare l’ammontare degli impegni contabilmente assunti in attesa di liquidazione e pagamento”. E viene richiesto di chiarire circa la voce dei “pagamenti per sentenze”, per l’ammontare di 980 mila euro. Il documento fa riferimento agli obblighi di contenimento delle spese e si parla anche degli organismi partecipati (in particolare eventuali esposizioni debitorie nei confronti di ATO4. Un richiamo concerne anche le spese per il personale.

Quattro punti da chiarire sono inerenti, poi, il bilancio di previsione 2012 ed il mancato rispetto degli obiettivi posti dal Patto di Stabilità interno per gli esercizi 2012, 2013 e 2014. A questo punto il Comune predisporrà le proprie risposte: le opportune valutazioni in tema verranno espresse dal segretario generale Michelangelo Lo Monaco e dal Collegio dei Revisori dei Conti, presieduto da Gabriele Pagano, che in occasione del voto di revoca del predissesto aveva ribadito con una dettagliata missiva la condizione di “criticità” in cui si trova Palazzo dei Giurati. Nelle settimane più recenti si è, comunque, avuta anche qualche buona notizia sul fronte dei contenziosi.

Restano parecchi nodi da sciogliere, e il crocevia del destino del Comune di Taormina sarà ovviamente l’esito del lodo Impregilo, dove l’impresa reclama 25 milioni di euro e Palazzo dei Giurati vorrebbe contestare, a sua volta, inadempienze per 39 milioni nei lavori che portarono alla realizzazione dei parcheggi.

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