Intesa tra Comune e istituto di credito sui contratti revocati da Palazzo dei Giurati: 45 mila euro a Bnl, l’ente locale si impegna a revocare l’azione in sede penale al processo “Over the Counter” a Messina

Bnl

“Fumata bianca” tra Comune di Taormina e Bnl nel contenzioso sui cosiddetti “swap”, i contratti di finanza derivata. A seguito di una riunione tra l’assessore Fabio D’Urso e i responsabili dell’istituto bancario è stata raggiunta un’intesa per definire tutte le controversie con una transazione. Il sindaco Mauro Passalacqua ha cosi dato ufficialmente il via libera nelle scorse ore per chiudere la disputa giudiziaria con Bnl attraverso un accordo transattivo.

“L’avv. Nino Parisi – si legge in una nota a firma del primo cittadino – è stato autorizzato a definire transattivamente la controversia. Qualora la proposta dei mediatori, cosi come formulata dal nostro legale , dovesse essere accettata formalmente dalla controparte, si autorizza il nostro difensore (l’avv. Antonio Strangi) a rinunciare alla opposizione formulata avverso la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero in relazione al procedimento penale “Over the Counter”. Due contratti furono stipulati dal Comune di Taormina con Bnl nel 2002 e poi nel 2005, quando lo “swap” fu rinegoziato e rinominato “Irs con collar”. L’intesa sarebbe dovuta durare sino al 2019 ma il Comune decise l’uscita anticipata dai contratti.

Il Comune ha ritenuto di non aver tratto i benefici sperati e chiese un parere alla Ifa Consulting di Verona, dalla cui analisi sarebbero emersi “costi occulti e/o invisibili”, sostenuti dall’ente, pari a 47 mila 640 euro, oltre i differenziali negativi per un ammontare di 103 mila euro circa e un “mark to market” (disponibilità del saldo) al 30 giugno 2011 pari a 121 mila 289 euro”. La contesa tra le parti è approdata al Tribunale di Messina ed al Tar di Catania: a Messina il Comune di Taormina si era costituito nella vicenda “Over The Counter”, opponendosi anche alla richiesta di archiviazione del procedimento penale avanzata dal Pubblico Ministero. Bnl si era rivolta al tribunale etneo per contrastare l’efficacia della delibera di Giunta del Comune che dispose l’annullamento dei due contratti.

Alcuni contatti tra Comune e Bnl per arrivare a una “pacificazione” della situazione c’erano stati sin dallo scorso dicembre, con un incontro tenutosi a Roma. Le trattative avviate con la mediazione della ADR Center sembravano non aver trovato esito positivo: tutto si è improvvisamente sbloccato adesso a seguito di un summit tenutosi a Messina. “L’incontro – spiega l’avv. Parisi (legale del Comune) – si è protratto per diverse ore e alla fine si è giunti ad un ridimensionamento notevole delle pretese avanzate dalla Bnl, ovvero 300 mila euro, che ha portato alla conclusione di riconoscere a saldo e stralcio all’istituto bancario la somma di 45 mila euro.

L’importo appare più che congruo ed evita al Comune il rischio di eventuali giudizi negativi, il risparmio delle conseguenti spese giudiziali, una notevole economia sulle somme maturate per flussi differenziali negativi, scaduti e non pagati, e per il valore del “mark to market” del contratto in essere, oltre alla completa acquisizione di tutte le somme incassate dall’ente in esito al contratto estinto nell’agosto 2009 senza il riconoscimento dei flussi differenziali negativi scaduti e non pagati dallo stesso”. Non si trattava di un altro lodo Impregilo ma certamente il “caso swap” era comunque un’altra “spina nel fianco” per il Comune, nella lunga sequenza di contenziosi che è chiamato a fronteggiare Palazzo dei Giurati.

In questa circostanza, la casa municipale, si riteneva ad ogni modo in una posizione di forza ed era pronta anche ad andare avanti nelle procedure di disputa giudiziaria. A questo punto, come detto, verrà fatto un passo indietro a Messina in sede processuale su “Over The Counter”, e si concluderà anche il braccio di ferro che era in atto a Catania.

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