Franco Battiato da Santoro a “Servizio Pubblico” ripete le recenti espressioni che gli costarono il benservito di Crocetta: “in Parlamento ci sono fetenti, è un troiaio”

Franco Battiato

”Troie in Parlamento“, Franco Battiato non arretra ma rilancia da Michele Santoro a Servizio Pubblico: “In Parlamento ci sono dei fetenti, cosa posso dire se non che è un troiaio?”.

Durante la trasmissione di Santoro, l’ex assessore siciliano, cacciato dal governatore Crocetta nei giorni scorsi, ha dichiarato: “C’è un solo modo per dire certe cose: se dentro il parlamento ci sono dei fetenti, io cosa posso dire se non che è un troiaio“. Quindi ribadisce che quel “troie” non è un insulto misogino: “E’ un’espressione simbolica – dice – fatta per esprimere una corruzione dilagante. Ci sono parlamentari che hanno accettato denaro per votare decreti e leggi dannose per il paese: questi devono essere espulsi”.

Riguardo alle sue dimissioni forzate da assessore in seguito alla frase sulle troie, Battiato lancia il sasso: “Quello che non può dire Crocetta – aggiunge il cantante – è che qualcuno sopra di lui gli ha detto che ero scomodo e di cacciarmi, ormai covava quest’idea da cinque mesi”.

Poi parte lo sfogo contro i politici: “Lasciali fuori – dice a Santoro – questi stupidi pappagalli che ormai da anni continuano a dire sempre la stessa cosa”. Applaude Cacciari e Della Valle, definite “menti lucide”. Ma questa compassione in Italia non ce l’ha nessuno, per Battiato: “Da anni sento che l’Italia sta per finire male: io da anni sento dire che chi ha di più deve pagare di più, ma non cambia nulla. Io sono contento di pagare le tasse, ma c’è gente che vota per chi non gli fa pagare le tasse”.

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