Il pericolo dell’estremismo si insinua nei rapporti complicati tra istituzioni e cittadini: solo nell’ultimo anno 2mila morti e quattromila feriti per attentati

tensione in Pakistan

Lo scorso 10 gennaio un gruppo di persone aveva preso appuntamento in una zona sciita della città di Quetta ad Alamdar road nel Pakistan occidentale, all’improvviso due bombe sono esplose provocando 85 morti e 12 feriti.

L’attentato è stato poi rivendicato da un gruppo armato legato ai taliban chiamato Lashkar –e –jhangvi ostile agli sciiti che rappresentano la minoranza musulmana composta dal 20% della popolazione del Pakistan. Al contempo, nello stesso giorno,durante un raduno religioso nella provincia settentrionale dello Swat rimasero uccisi circa venti sunniti.

Il paese è rimasto sconvolto e la comunità sciita di Quetta ha organizzato una veglia funebre portando le bare in strada, rifiutandosi di seppellire i morti allo scopo di mettere in imbarazzo il governo e costringerlo a tutelare la comunità.

La protesta si è ingrandita al punto che la provincia del Beluchistan è stata posta sotto il controllo federale per ristabilire l’ordine.

Il Pakistan vive un momento cruciale, mentre il terrorismo non si ferma, per la prima volta nei 66 anni di vita un governo civile che è durato per l’intero mandato cederà il potere a un nuovo esecutivo attraverso il voto,le elezioni saranno l’11 maggio.

Considerando che il Pakistan è stato per ben 32 anni sotto il dominio militare, è un fatto molto significativo per il Paese avere completato il mandato. Essendo comunque complicati i rapporti tra le istituzioni e i deboli e quindi i governi civili, si è potuto fare davvero molto poco per contrastare il pericolo dell’estremismo.

Nonostante i politici dei vari partiti condannano la militanza armata, il problema del terrorismo si sta aggravando e la mancanza di sicurezza provoca un forte risentimento nell’opinione pubblica. In Pakistan è proprio il funzionamento dello Stato che viene messo in discussione.

Si potrebbe “osare” un paragone con l’Italia in cui i rapporti tra le istituzioni sono divenuti complicati al punto che è lo Stato ad essere messo in discussione.

In Pakistan i diversi governi degli ultimi anni hanno lasciato spazio agli estremisti lasciando crescere le violenze e le intimidazioni, ogni tipo di iniziativa politica che riguarda la sfera religiosa non è proponibile e nessun partito ha strategie efficaci da usare contro i militari.

Nel 2012 il Pakistan ha visto duemila morti e quattromila feriti per attentati terroristici, la popolazione è talmente abituata alle bombe e sparatorie che ormai non ne parla quasi più. Ma non ci si può abituare alle bombe, né alle sparatorie.

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