Elettricista egiziano aggredì sessualmente nelle strade di Milano almeno venti donne tra i 20 e i 50 anni: con il rito abbreviato incredibilmente il Gup di Milano lo condanna incredibilmente a “soli” 20 anni di reclusione

un’altra sentenza discutibile per le vittime di stupro

Il Gup di Milano Antonella Bertoja ha condannato a 20 anni di carcere con il rito abbreviato Sameh El Melegy, l’elettricista egiziano di 28 anni riconosciuto colpevole di una ventina di violenze sessuali e rapine perpetrate nelle notti tra gennaio e luglio 2012 (solo una risale al 2010) nelle strade di Milano ai danni di donne tra i 20 e i 50 anni.

Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri della Compagnia Duomo che lo avevano arrestato il 14 luglio 2012, lo stupratore incensurato residente in corso Lodi a Milano, individuava le sue vittime girando per la città in sella ad una bicicletta nera che aveva un inusuale parafango posteriore simile ad un alettone. A tradirlo è stata proprio la bicicletta, mentre ad incastrarlo definitivamente per una decina di violenze è stato il Dna.

Il Pm Gianluca Prisco, che aveva coordinato le indagini, aveva chiesto una condanna a 122 anni (la somma aritmetica dei singoli reati)che in pratica il giudice ha oggi accolto condannando El Melegy a 30 anni (il massimo possibile previsto dal Codice), che poi sono stati ridotti a 20 grazie allo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

Il violentatore seriale (che ha confessato) è stato inoltre condannato a pagare provvisionali alle parti civili, nove vittime e il Comune di Milano per il danno di immagine. Una domanda certamente sorge spontenea: se ben 20 stupri vengono puniti con la pena di soli 20 anni di carcere, in quali casi viene dato allora l’ergastolo?

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