Arrestare non basta più: si individuino i problemi da rimuovere, si mettano a punto modi per rimuoverli, si organizzino le istituzioni per fare pulizia. Altrimenti l’Italia non può sperare concretamente in un riscatto

il “virus” della corruzione dilaga

La malavita organizzata, quella che ha molti soldi accumulati con attività criminose di vario tipo attuate in tutta la nazione, trae il suo potere sempre dalla testa della maggioranza di noi che ha votato e continua a votare per personaggi di varia appartenenza partitica di ieri e di oggi che di fatto non hanno mai stroncato la filiera dannata degli affari illeciti che da sempre (come si evince da annose e continue indagini della magistratura) coinvolgono associazioni criminali, personaggi che si sono occupati e che si occupano dell’amministrazione pubblica, con appoggi in altre istituzioni pubbliche e private dedite al controllo del territorio e alla “cura” del denaro.

E’ chiaro a tutti che gli affari al limite della legalità non si possono fare senza la partecipazione attiva e qualificata della malavita organizzata che vive nella illegalità e con l’illegalità.

E’ palese pure che ogni intervento significativo avviato dall’Amministrazione Pubblica che prevede un finanziamento pubblico nasce e decolla quando è stata stabilita rigidamente la filiera di chi ci guadagnerà, illecitamente prima di tutto.
Non bisogna aspettare mesi o anni per verificarne i risvolti criminogeni. E’ noto da tempo.

Si sa pure che non serve a stroncare la dannata filiera criminale il fatto che ogni tanto siano arrestati capi e manovalanza di organizzazioni criminali.

E’ inutile arrestare ogni tanto qualche capo. E’ fumo negli occhi dei cittadini ingenui, è una soddisfazione per tanti onesti e valorosi rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine. Ma niente di più.

Sono arresti che non servono a recidere la convenienza delle azioni criminose integrate. Non servono a stroncare la satanica economia criminale. Tolto di mezzo un capo, se ne fa un altro, come succede con i papi.

In tal modo si contribuisce a mantenere viva l’organizzazione che campa sulla predazione del denaro pubblico.

Recentemente i mass media hanno diffuso la notizia dell’organizzazione che ha lucrato parassitariamente sui finanziamenti che favoriscono l’energia eolica. Classico esempio di filiera organizzata che deve basarsi su una organizzazione partecipata e completa “dal capo ai piedi”.

I rappresentanti dei cittadini che occupano posti nelle amministrazioni pubbliche civili e militari, da chi fa le leggi a chi le applica, hanno scuramente mezzi ed intelligenze per stroncare le filiere economiche che si basano sullo sfruttamento parassitario dei soldi pubblici.

Mancano le leggi adeguate? Quelle attuali sono fatte apposta per non stroncare le maledette filiere di cui sopra? Vi sono infiltrati nelle pubbliche istituzioni?

Si individuino i problemi da rimuovere, si mettano a punto i modi per rimuoverli, si organizzino le istituzioni per fare pulizia.

O si interviene con metodi validi e innovativi o le altre organizzazioni criminali sederanno sempre al tavolo del comando economico e delle spartizioni parassitarie che sono innescate sempre dai nostri soldi che vengono spesi in opere da realizzare con il finanziamento pubblico.

Si potrà anche scoprire, è facile prevederlo, che la maggioranza delle nostre teste non vuole fare pulizia! Non è un caso che recentemente abbiamo votato con una legge elettorale “suina”.

Non è un caso che ci troviamo imballati mentre si dovrebbe correre. Non è un caso che abbiamo favorito l’espatrio delle attività produttive in nazioni dove si produce a costi irrisori il prodotto che poi ritorna già finito in Italia dove lo paghiamo al prezzo che avrebbe se fosse stato costruito nei confini nazionali. Ma se i posti di lavoro sono stati esportati, come si fa a dare un nuovo lavoro alle decine di migliaia di lavoratori espropriati? Ma chi ha favorito l’esportazione dei posti di lavoro nel nome del “nuovo verbo economia globale”?

I lavoratori? O gli stessi tipi di personaggi che hanno favorito l’espatrio dei posti di lavoro e che ora parlano di crisi economica, di ripresa economica da avviare subito e che invece è impedita dai nuovi eletti? E chi può riaggiustare il paese e l’economia? I nuovi 160 circa nuovi eletti o coloro che da lobby dipendenti hanno fatto di tutto per fare andare all’estero i posti di lavoro e che ora, in totale, hanno la maggioranza numerica complessiva?

Certo che occorre una rivoluzione culturale per riaggiustare il paese. Ma 160 nuovi eletti, ammesso che tutti siano d’accordo, non possono “ricostruire” il paese! Potrebbero farlo coloro che nei ranghi di varie rappresentanze partitiche hanno comunque e complessivamente la maggioranza numerica. Ma un’aquilone può mai diventare un’aquila?

Una cosa è certa o si corre quando lo si deve fare oppure si viene irrimediabilmente sopraffatti. O ci si sveglia o cadremo in un irrimediabile stato di irresponsabile e perenne torpore. Non è un caso che ci stiamo avviando verso la scomparsa etnica progressivamente sostituiti da gruppi più motivati e che diventeranno anche spietati.

© Riproduzione Riservata

Commenti