L’attaccante svedese intervistato dalla CNN si è lasciato sfuggire una frase che sembra rivelatrice sulla volontà di lasciare Parigi per tornare in Italia a fine stagione. Intanto continua la “maledizione” della Champions

Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic e la Champions League: per lo svedese un sogno che svanisce ancora ed è ormai diventato un incubo. Forse la Coppa dalle grandi orecchie non è un’ossessione, ma intanto il bomber ha bucato per la 12esima volta l’assalto all’Europa che conta.

Ibra ha tentato senza fortuna di andare oltre le semifinali (dove è arrivato peraltro una volta sola) con Ajax, Juventus, Inter, Milan, Barcellona e ora Paris Saint Germain. Sei club che avevano puntato su di lui proprio per l’assalto alla Champions. Se poi aggiungiamo che spesso chi scarica Ibrahimovic, l’anno dopo conquista la Coppa (vedi Inter e Barcellona), allora capiamo come sia davvero una maledizione il trofeo per Ibra o, a scelta, Ibra una maledizione per chi tenta il colpo. A conferma di ciò, il Chelsea lo cercò invano l’estate prima di vincere la Champions…

Anche lo score dello svedese è poca roba rispetto ai numeri che tira fuori nei campionati nazionali, dove segna a valanga. Ha segnato apperna 34 reti in 102 presenze in Champions, e spesso si è trattato di gol messi dentro nei gironi e non nei match a eliminazione diretta (dagli ottavi in poi, sono solo quattro le sue segnature).

In Europa, Ibracadabra ha alzato al cielo solo due trofei: una Supercoppa europea e un Mondiale per club. Tutti e due con la maglia del Barcellona.

Poche ore prima dell’inizio della sfida di ritorno contro il Barcellona, proprio Ibrahimovic aveva rilasciato un’intervista esclusiva alla CNN durante la quale lasciava aperte le porte a un suo possibile ritorno in Italia.

Al Camp Nou è tornato da avversario per la seconda volta dopo averlo fatto nell’aprile 2012 col Milan, ma con il suo Paris Saint German è stato, come detto, eliminato dai catalani. La stagione vissuta al Barcellona non è stata tra le più semplici della sua carriera eppure, a pochi anni di distanza, Zlatan sembra vedere con occhi diversi quell’avventura. “E’ stata un’esperienza grandiosa, un anno fantastico – ha detto lo svedese in un’intervista alla CNN -. Ho imparato molto, dentro e fuori dal campo, e posso parlare solo bene del Barcellona”.

Diverso il tono quando gli si chiede di Pep Guardiola. “Ma voglio essere chiaro: per me come allenatore è fantastico, come uomo, invece, ne possiamo discutere…”, è la frecciata di ‘Ibra’, per il quale la Champions non è un’ossessione: “Vorrei vincerla, ma la mia carriera sarà stata fantastica anche senza”.

Se Barcellona è stata un’esperienza positiva la città che ricorda con maggiore esperienza è soprattutto una: Milano: “Milano è la mia città – spiega lo svedese – Maldini è il miglior difensore mai affrontato. I migliori allenatori sono stati Capello e Mourinho”.

A chi lo descrive come un ‘bad boy’, replica: “La gente ha questa immagine di me, basta che qualcuno scriva che ho un brutto carattere e tutti dietro. Se la gente vuole giudicarmi così ok, fa parte del gioco. Ma basta conoscermi per avere una diverse opinione. Anche quando sono arrivato a Parigi, tutti a dire che ero un bad boy perché tutti pensavano che lo fossi ma non è così. Non si deve giudicare una persona se non la si conosce. Non è difficile lavorare con me, sei hai la mia fiducia, darò il 200% per te. Se invece non hai la mia fiducia…”. Infine una chisura sulla domanda che tanti si chiedono: meglio Messi o Cristiano Ronaldo?: “”Tra Messi e Ronaldo scelgo l’argentino. Il suo è un talento naturale”.

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