L’antico Vangelo di Giuda riscriverebbe la storia dell’Apostolo traditore: ha agito su ordine di Gesù?

il bacio di Giuda

Il Vangelo di Giuda è un documento scritto in lingua coopta (si tratta di un’evoluzione della lingua egizia, che dal II secolo aveva introdotto una scrittura con i caratteri dell’alfabeto greco e del demotico – la fase precedente dell’evoluzione linguistica in Egitto).

E’ annoverato fra i cosiddetti vangeli gnostici, che circolavano fra gli ambienti di Alessandria d’Egitto: sono vangeli mai inseriti nelle bibbie delle varie confessioni religiose cristiane, e dunque fanno parte della macrocategoria dei vangeli apocrifi. Testi, cioè, che parlano della vita di Gesù ma che non sono entrati a far parte della letteratura religiosa ufficiale.

Per anni si è dibattuto sull’autenticità del Vangelo di Giuda, che era considerato perduto ed era stato ritrovato negli anni ’70.

Oggi, uno studio sull’inchiostro con cui è stato redatto (presentato nel corso di un meeting dell’American Chemical Society a New Orleans), confermerebbe quantomeno che il documento ritrovato risale effettivamente al terzo secolo dopo Cristo. Joseph Barabe, microbiologo, ha spiegato che il laboratorio McCrone Associates aveva dubitato per parecchio tempo dell’autenticità del vangelo apocrifo, perché l’inchiostro, «contrariamente a tutti gli altri inchiostri conosciuti, almeno fino al Medio Evo, non c’erano però tracce di zolfo, e questo ci ha fatto dubitare dell’autenticità».

Ma dal Louvre di Parigi, nel frattempo, una serie di studi su alcuni certificati matrimoniali redatti in Egitto, arrivavano evidenze di inchiostri contenenti rame e senza zolfo. Proprio come il Vangelo di Giuda. Da qui la conclusione di Barabe: «Quello usato per il ‘Vangelo’ era probabilmente un inchiostro ‘di transizione’ tra quelli più antichi e quelli che si sono affermati nel Medio Evo. Se non avessimo trovato uno studio del Louvre su un matrimonio egizio, che risaliva allo stesso periodo e aveva inchiostri simili a quelli usati nel vangelo di Giuda, avremmo avuto molte più difficoltà a capire se il Vangelo era autentico».

Il documento, di cui per anni si era solamente parlato, era stato ritrovato, come dicevamo, nel 1978 a Minya, in Egitto.

Parla di Giuda Iscariota da un punto di vista del tutto inedito: secondo questo scritto, infatti, l’Apostolo non avrebbe agito spontaneamente, nel tradire Gesù Cristo. Ma avrebbe, invece, obbedito a un ordine dello stesso Gesù, che aveva bisogno di porre fine alla propria missione terrena. Questa versione della vicenda storico-religiosa è perfettamente integrata nell’insegnamento gnostico: il corpo è prigione dell’anima. Il tradimento di Giuda diventa una “consegna”, attraverso la quale Gesù si libera definitivamente delle sue spoglie terrene e libera la propria anima.

Una lettura affascinante, che naturalmente non può essere definita storica e che allo stesso modo non trova alcuna conferma da parte della dottrina cristiana-cattolica. Se non altro, il Vangelo di Giuda risale effettivamente a un periodo storico compatibile con gli altri vangeli apocrifi.

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