Sono già 635 i dipendenti che hanno perso il posto di lavoro. Altri 955 verranno messi alla porta a breve

licenziamenti nella formazione

Quasi 1600 lettere di licenziamento incombono sui lavoratori degli enti di Formazione. La crisi del settore, e gli annunci della chiusura anticipata dell’Avviso 20, stanno provocando effetti a catena. “Tuteleremo i lavoratori”, aveva assicurava il governatore Crocetta, nei giorni in cui annunciava l’avvio del procedimento di revoca dell’accreditamento per oltre 40 enti. Revoca che è giunta per uno dei più grossi: lo Ial Sicilia.

Ma adesso – si legge su Live Sicilia -, l’allarme è di quelli che fa davvero paura. Gli enti stanno iniziando a licenziare. O meglio, i licenziamenti erano iniziati, in molti casi, già nei mesi scorsi. Ma l’accelerazione è impressionante. I dipendenti già licenziati sono infatti 635. A questi vanno aggiunti i 955 ai quali è già stato notificato l’imminente licenziamento.

“Le dichiarazioni del Presidente Crocetta in Commissione Lavoro all’Ars con le quali ha annunciato il mancato finanziamento della seconda annualità dell’Avviso 20/2011 senza individuare però, ad oggi, un percorso ben definito per la continuità delle attività formative e senza dare le giuste garanzie per il personale, non sono servite a fermare le procedure. Domina l’incertezza, chiediamo subito un incontro alla Regione”. Ad affermarlo è Giovanni Migliore Responsabile Formazione della Cisl Scuola , firmatario insieme a Cgil Uil e Snals, di una lettera per la richiesta di incontro al Presidente della Regione Crocetta e all’assessore alla Formazione Scilabra sulla vertenza Formazione. “Non si può – proseguono i sindacati – fare macelleria sociale. Siamo i primi a chiedere che chi ha sbagliato paghi, ma, certamente, ad avere sbagliato non sono i lavoratori. Chiediamo dunque un confronto urgente per avere certezze per i lavoratori dato che le scadenze dei percorsi formativi e degli sportelli sono imminenti e ancora non vi sono prospettive concrete per i lavoratori”.

Ma ciò che oggi appare più concreto, è il rischio della perdita di lavoro per molti dipendenti. Quasi 1600, come abbiamo detto. Eccoli nel dettaglio, ente per ente. Stando a un prospetto della Cisl-Scuola, infatti, l’ente che interverrà più massicciamente con i licenziamenti è l’Anfe Regionale (anche perché, a dire il vero, uno dei più grossi come organico): sono 172 i lavoratori già licenziati, ai quali se ne aggiungeranno 451 già da venerdì prossimo. Sono già fuori in 347 al Cefop.

Mentre l’Aram di Messina ha già licenziato 60 dipendenti e sarà costretto a metterne alla porta altri 104 già dal prossimo giovedì. Un altro ente messinese, l’Ancol ha già licenziato 56 lavoratori. Mentre l’Anapia di Palermo si accinge a licenziarne 54 dal 22 aprile, l’Eap Fedarcom di Gela 25, il Centro studi e ricerche Eureka di Palermo 46, il Cufti di Taormina 39, l’Iraps di Catania 118, Informhouse di Palermo 18, l’Ipf di Messina 64.

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