Bando regionale dell’ex governo Lombardo ha negato agli albergatori della “Perla” fondi per maquillage delle strutture: Confindustria ora chiede lo scorrimento della graduatoria e l’ok a tutti i progetti. Se verrà confermato l’esito, una “pioggia” di ricorsi. Verifiche in assessorato

suite da sogno di un hotel 5 stelle

Ore cruciali per i finanziamenti regionali “negati” agli alberghi di Taormina. Alle porte della stagione turistica, l’industria dell’ospitalità è in subbuglio e aspetta un segnale da Palermo. L’assessore alle Attività Produttive, Linda Vancheri, a seguito delle proteste degli albergatori, ha dato indicazione ai tecnici dell’assessorato di vagliare la regolarità dell’esito della graduatoria del P.O. FESR Mis. 3.3.1.4., nell’ambito del quale la Regione ha impegnato circa 125 milioni di euro, erogando contributi per soli 97 progetti sui 500 pervenuti a Palermo. La valutazione che esprimerà l’assessorato riguarda un iter che, forse mai come in questa occasione, rischia di scatenare un autentico polverone.

Il bando è stato a suo tempo predisposto dall’ex governo Lombardo in dei termini che adesso stanno suscitando le proteste di molti operatori economici ed in particolare di quelli della “Perla dello Jonio”, dove è stato finanziato soltanto un hotel (un 4 stelle). La valutazione che, a questo punto, farà l’assessorato riguarda la decisione sulla graduatoria e se quindi andrà convalidata o se, invece, dovrà essere stoppato l’attuale risultato della stessa, che taglia fuori dai fondi molte imprese e strutture sia di Taormina che di altre realtà turistiche dell’isola.

Il presidente di Confindustria Turismo Alberghi, Sebastiano De Luca, che nei giorni scorsi ha aspramente contestato l’esito della graduatoria , ieri ha riferito: “in queste ore sono in corso dei contatti con l’assessorato. Confidiamo in una svolta. L’assessore Vancheri si trova a dover affrontare una vicenda di cui non ha colpe e già in altre occasioni si è fatta apprezzare in questi mesi per la sua determinazione e professionalità. Per noi albergatori è una problematica certamente di assoluto rilievo e va risolta al più presto”.

Si tratta di una corsa contro il tempo, anche perché la situazione andrebbe sanata prima dell’approvazione da parte della Corte dei Conti. Ecco perché i risvolti dei prossimi giorni saranno determinanti per dirimere la questione. Gli operatori economici contestano, per altro, che siano stati impegnati 125 milioni, pari soltanto al 2% dei fondi Fesr, a fronte dei 6,5 miliardi di euro, assegnati alla Regione.

In caso di conferma della graduatoria partirebbe una “pioggia” di ricorsi finalizzati a richiedere che venga bloccato il bando, alla luce di presunte “disparità di trattamento” che avrebbero penalizzato tanti albergatori. Non è esclusa l’opportunità di una trasferta a Palermo di una delegazione di categoria per evidenziare i riflessi negativi che potrebbe avere sulle imprese la bocciatura dei progetti.

Gli alberghi di Taormina avevano fatto richiesta per fondi (importo massimo finanziabile 5 milioni) destinati ad opere di ristrutturazione e riqualificazione. Quei lavori in questi mesi sono stati già eseguiti e la preoccupazione degli albergatori è quella di non poter far fronte agli investimenti. C’è poi il pressing, sempre più “serrato”, delle banche che sollecitano di riavere indietro prestiti e mutui. Già nei prossimi giorni si conoscerà la volontà dell’assessorato sul bando e se riterrà fattibile la richiesta degli albergatori di utilizzare anche le altre risorse disponibili e finanziare tutti i 500 progetti presentati.

L’assessorato sarà chiamato a pronunciarsi sulla riammissibilità degli esclusi. C’è chi, in sostituzione di una semplice attestazione rilasciata da banche o da consorzi fidi, aveva provveduto a presentare – contrariamente a quanto previsto dal bando contestato – la contabile bancaria attestante il versamento delle somme necessarie per la realizzazione del progetto con mezzi propri. L’industria dell’ospitalità “trattiene il fiato” e aspetta buone notizie. Se cosi non sarà, c’è da attendersi un’estate di ricorsi.

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